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	<title>obiettivo sportivo Archivi - Training &amp; Rehab</title>
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	<description>Massimizza la performance</description>
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	<title>obiettivo sportivo Archivi - Training &amp; Rehab</title>
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		<title>Fatica mentale e fisica, quale comanda?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2020 08:21:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[fatica fisica]]></category>
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		<category><![CDATA[mental training]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivo sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[risultato sportivo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando ci alleniamo o gareggiamo, arriva un momento nel quale sentiamo di non farcela più. Ma sono i muscoli a dircelo o la fatica mentale ci fa gettare la spugna? Scopriamolo! Andare oltre i propri limiti fa parte dell’essere sportivo. Se abbandonassimo al primo segno di cedimento, difficilmente arriveremmo ad ottenere l’agognato obiettivo sportivo. Tuttavia, capita a volte di sentire le energie che ci abbandonano: secondo te, arriva prima la fatica mentale o quella fisica? E soprattutto, qual è la più “pericolosa”? Quella che ci fa deporre le armi? Potere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trainingandrehab.it/fatica-mentale-e-fisica-quale-comanda/">Fatica mentale e fisica, quale comanda?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trainingandrehab.it">Training &amp; Rehab</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Quando ci alleniamo o gareggiamo, arriva un momento nel quale sentiamo di non farcela più. Ma sono i muscoli a dircelo o la fatica mentale ci fa gettare la spugna? Scopriamolo!</strong></h2>
<p>Andare oltre i propri limiti fa parte dell’essere sportivo. Se abbandonassimo al primo segno di cedimento, difficilmente arriveremmo ad ottenere l’agognato obiettivo sportivo. Tuttavia, capita a volte di sentire le energie che ci abbandonano: secondo te,<strong> arriva prima la fatica mentale o quella fisica? E soprattutto, qual è la più “pericolosa”?</strong> Quella che ci fa deporre le armi?</p>
<h3><strong>Potere dei muscoli VS Potere della mente</strong></h3>
<p>Il titolo di questo paragrafo è un po’ provocatorio. Ovvio infatti che mente e corpo debbano lavorare insieme per permetterci di migliorare costantemente le nostre performance. Non per nulla, ripercorrendo la <a href="https://trainingandrehab.it/2020/01/07/come-raggiungere-gli-obiettivi-sportivi/">teoria dell’iceberg</a>, abbiamo parlato sia di preparazione <a href="https://trainingandrehab.it/2020/01/21/preparazione-fisica-cose-davvero/">fisica</a>, <a href="https://trainingandrehab.it/2020/01/28/preparazione-atletica-come-lavorare-in-modo-corretto/">atletica</a> e<a href="https://trainingandrehab.it/2020/02/12/la-preparazione-tattica-definizione-ed-applicazione/"> tattica</a> che di <a href="https://trainingandrehab.it/2020/01/14/il-focus-mentale-come-essere-concentrati-influisce-sullobiettivo-finale/">focus</a>.</p>
<p>Il punto però, è che per capire come resistere e fare quell’ultimo metro in più quando ci sentiamo davvero a pezzi, dobbiamo capire chi dia il definitivo segnale di resa: è la fatica mentale o quella fisica a farsi sentire così forte da pretendere di essere ascoltata?</p>
<p><strong>Opinione comune per molti anni</strong>, ed anche ora non del tutto superata, <strong>è che siano i nostri muscoli a dirci basta</strong>: quando la stanchezza accumulata è troppa per essere sopportata, inviano un segnale di stop al nostro cervello. Fine della corsa.<br />
Ed è anche plausibile che sia così giusto? Sono i muscoli che spingono in continuazione la nostra attività fisica, anche quello cardiaco.</p>
<p><strong>La prima impressione però non è sempre quella corretta</strong>. Studi scientifici – Samuele Marcora, tanto per citare uno dei più esimi studiosi della materia, ha ribadito il concetto anche ieri durante il suo speech nell’ambito dell’evento organizzato da <a href="https://www.corporesapiens.it/">Corpore Sapiens</a> – dimostrano che <strong>in realtà sia la fatica mentale a comandare quella fisica</strong>.</p>
<p><strong>È il cervello che comanda gli sforzi nel corso della prestazione atletica</strong>, sia di lunga che di breve durata; e quindi quando mentalmente non ce la facciamo più, se anche abbiamo una riserva di carburante nei nostri muscoli, ci spegniamo.</p>
<p>Prova a ripescare nella tua mente alcuni momenti, per avere subito una conferma a questi risultati scientifici.</p>
<p><strong>Io ti faccio alcuni esempi</strong>.<br />
Capita a volte che gli atleti chiedano ancora prima di iniziare al loro coach quanto durerà un determinato lavoro: vogliono essere consapevoli del tempo che dovrà trascorrere e questo farà sì che più il tempo passa, più si sentiranno stanchi, a prescindere.<br />
Se invece non hanno un riferimento temporale, molto spesso riescono a dare di più.</p>
<p>La prestazione cambia anche nel momento in cui inserisci nell’equazione la variabile competizione: gli stessi 100 metri, 99 volte su 100 vengono corsi più velocemente da un atleta in gara con altri, rispetto ad uno che si sta allenando da solo.</p>
<p>In entrambi questi semplicissimi esempi, è la mente a comandare.</p>
<h3><strong>Come allenare la mente</strong><strong> </strong></h3>
<p>Se allora è la fatica mentale quella più complicata da sopportare, <strong>come possiamo allenarla per riuscire a dare di più?<br />
</strong>Ci sono molti strumenti a nostra disposizione, <strong>te ne cito tre</strong>:</p>
<ul>
<li>l’auto-dialogo motivazionale;</li>
<li>l’imagining ed il “if then planning”;</li>
<li>il goal setting.</li>
</ul>
<p><strong>L’auto-dialogo motivazionale ci aiuta a ridurre il senso di fatica</strong>, la percezione dello sforzo e a migliorare le prestazioni di resistenza.<br />
Non c’è una regola ben precisa: ci sono atleti che danno il meglio di sé con un auto-dialogo critico, punitivo e giudicante, mentre altri hanno bisogno di rinforzi positivi.<br />
Il consiglio è, se possibile, quello di l<strong>avorare sempre su emozioni positive</strong>.<br />
Non mi spingo oltre, perché questo è un ambito indagato dalla psicologia ed è dunque bene che, se vuoi approfondire, tu ti rivolga a psicologi dello sport, mental coach, che potranno sicuramente guidarti ed aiutarti.</p>
<p><strong>L’imagining ed il “if then planning” sono due tecniche</strong> – ed anche in questo caso te le accennerò solamente, senza scendere nello specifico perché fuori dal mio core business professionale – <strong>che aiutano ad immaginare i gesti da compiere</strong>, migliorandone la tecnica personale, <strong>e le soluzioni</strong> che si applicherebbero se un determinato evento dovesse accadere.</p>
<h2><strong>Il goal setting per controllare la fatica mentale</strong><strong> </strong></h2>
<p>Qualche parola in più invece voglio spenderla sul goal setting: <strong>inserire degli obiettivi intermedi che ci accompagnino all’ottenimento del traguardo finale.</strong></p>
<p><strong>Come devono essere questi obiettivi intermedi?</strong></p>
<ul>
<li>Specifici, per permettere la valutazione della performance rispetto allo standard;</li>
<li>sfidanti, perché quanto più qualcosa è difficile, tanto più ci impegniamo per raggiungerlo;</li>
<li>raggiungibili, per evitare di farci sentire falliti se non riusciamo ad ottenerli;</li>
<li>temporalizzati, perché il senso di urgenza è una leva fondamentale che muove l’essere umano.</li>
</ul>
<p>Ora che hai un po’ di tempo a disposizione, <strong>perché non provi a stilare una lista di obiettivi intermedi da raggiungere in questo periodo di reclusione forzata?</strong><br />
Sicuramente sarà un ottimo aiuto per mantenere alta la concentrazione ed il focus!</p>
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		<title>Pressoterapia Galaxy V, ottimizza il recupero sportivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2020 10:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[bac technology]]></category>
		<category><![CDATA[galaxy v]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivo sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[pressoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[recupero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per raggiungere il tuo obiettivo sportivo è fondamentale essere al top. Voglio parlarti della pressoterapia Galaxy V, come trattamento per favorire il recupero. Ancora prima di decidere di guidarti alla scoperta del percorso che può condurti a raggiungere il tuo obiettivo sportivo, ti ho parlato dell’importanza del recupero. Già nel corso di quell’articolo ti spiegavo come è senza dubbio vero che non si possa prescindere da un allenamento costante e progressivamente più impegnativo, ma come allo stesso tempo permettere al fisico di recuperare fosse necessario per evitare sovraccarichi muscolari ed [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Per raggiungere il tuo obiettivo sportivo è fondamentale essere al top. Voglio parlarti della pressoterapia Galaxy V, come trattamento per favorire il recupero.</strong></h2>
<p>Ancora prima di decidere di guidarti alla scoperta del percorso che può condurti a raggiungere il tuo obiettivo sportivo, <strong>ti ho parlato dell’importanza del<a href="https://trainingandrehab.it/2019/05/15/recupero-il-segreto-per-una-performance-migliore/"> recupero</a></strong>. Già nel corso di quell’articolo ti spiegavo come è senza dubbio vero che non si possa prescindere da un allenamento costante e progressivamente più impegnativo, ma come allo stesso tempo permettere al fisico di recuperare fosse necessario per <strong>evitare sovraccarichi muscolari ed articolari</strong>.</p>
<p>Ora che stiamo analizzando tutti gli elementi che compongono la performance, utilizzando la teoria dell’iceberg come lente di ingrandimento, puoi dare un peso ancora maggiore alle mie parole.</p>
<p>La settimana scorsa ti ho parlato dell’<strong>importanza dei trattamenti</strong>:</p>
<ul>
<li><a href="https://trainingandrehab.it/2020/02/04/massaggio-decontratturante-e-obiettivo-sportivo/">Massaggio decontratturante sportivo</a></li>
<li><a href="https://trainingandrehab.it/2020/02/08/automassaggio-come-alleviare-le-tensioni/">Automassaggio</a></li>
</ul>
<p>Ma all’appello ne manca ancora uno, <strong>innovativo e straordinario: la pressoterapia Galaxy V della Bac Technology</strong>.</p>
<h3><strong>Che cos’è la pressoterapia Galaxy V</strong></h3>
<p>La pressoterapia Galaxy V della Bac Technology è uno strumento per la <strong>terapia pressoria settoriale</strong>.<br />
È un trattamento davvero molto utile per gli atleti, specie quando hanno bisogno di lavorare al <strong>recupero post preparazione fisica ed atletica</strong>: permette di <strong>anticipare notevolmente il recupero fisiologico</strong> e, di conseguenza, porre le basi per una migliore performance sportiva.</p>
<p>Sul sito della Bac Technlogy puoi trovare tutte le specifiche tecniche riguardo la <a href="https://www.bactechnology.it/galaxy-v/">pressoterapia Galaxy V</a>.<br />
Cercherò ora di farti focalizzare solo su alcuni aspetti, immediatamente comprensibili e tali da renderti immediato il <strong>collegamento con il miglioramento delle tue performance</strong>.</p>
<p>La particolare tecnologia legata alla pressoterapia Galaxy V permette di <strong>migliorare la circolazione linfatica negli arti superiori ed inferiori trattati e</strong>, cosa fondamentale, <strong>i vari programmi</strong> che la mette a disposizione danno la possibilità di <strong>controllare la pressione esercitata sui singoli settori</strong> della muscolatura coinvolti.</p>
<p>Proprio la <strong>grandissima personalizzazione</strong> offerta dalla pressoterapia Galaxy V ne fa uno strumento in grado di adattarsi non solo alle esigenze diverse dei vari pazienti, ma addirittura alle specifiche di diverse zone del corpo.</p>
<h3><strong>Perché utilizzarla</strong><strong> </strong></h3>
<p>Perché te ne parlo inserendola tra i trattamenti utili per uno sportivo in vista del suo obiettivo sportivo?</p>
<p>Al di la di alcune applicazioni estetiche e l’utilizzo in ambito medico per le quali è allo stesso modo indicato l’utilizzo della pressoterapia Galaxy V, questo dispositivo <strong>è perfetto per le esigenze degli atleti</strong>: credimi, può rappresentare l’asso nella manica quando hai bisogno di recuperare in fretta e allo stesso tempo in maniera completa.</p>
<p><strong>Operare un trattamento con la pressoterapia ti permette di</strong>:</p>
<ul>
<li>migliorare la circolazione sanguigna e linfatica,</li>
<li>ridurre gonfiore ed edema,</li>
<li>attenuare gli stati infiammatori,</li>
<li>migliora l&#8217;ossigenazione e l’integrità della pelle,</li>
<li>alleviare il dolore legato a traumi sportivi, DOMS o dolori muscolo tendinei</li>
<li>ridurre l&#8217;edema post-traumatico,</li>
<li>eliminare tossine,</li>
<li>ridurre lo stress,</li>
<li>favorire il rilassamento.</li>
</ul>
<p>La pressoterapia Galaxy V è inoltre ottima anche quando è necessario <strong>drenare l’edema post-operatorio per consentire una più veloce ripresa.</strong></p>
<p>Forse ti ricorderai il mio <a href="https://trainingandrehab.it/2019/06/24/internazionali-di-nuoto-trofeo-sette-colli-2019-il-mio-diario-di-viaggio/">diario degli Internazionali di Nuoto Trofeo Sette Colli</a>, oppure il racconto dell&#8217;esperienza dello scorso settembre 2019 al Foro Italico per le finali del <strong>World Tour di Beach Volley</strong>. Proprio in quelle occasioni <strong>ho utilizzato insieme allo staff della Bac Technology la pressoterapia</strong>, per accompagnare gli atleti in un <strong>totale e rapido recupero</strong>, dato che molti di loro dovevano sopportare più gare a brevissima distanza le une dalle altre.</p>
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		<title>La preparazione tattica, definizione ed applicazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2020 10:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivo sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[preparazione tattica]]></category>
		<category><![CDATA[strategia sportiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo già parlato dell’aspetto fisico e atletico. Ora affrontiamo l’importanza della preparazione tattica nello sport. La strategia è sempre fondamentale. Sun Tzu nel suo L’Arte della Guerra dichiara che “I guerrieri vittoriosi prima vincono e poi vanno in guerra, mentre i guerrieri sconfitti prima vanno in guerra e poi cercano di vincere”. Questo vale anche nello sport: ecco perché devi lavorare sulla preparazione tattica. Una definizione  Ognuno di noi che abbia vissuto un’esperienza sportiva – presente o passata – sa che una parte dell’allenamento nelle discipline così dette situazionali deve [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Abbiamo già parlato dell’aspetto fisico e atletico. Ora affrontiamo l’importanza della preparazione tattica nello sport.</strong></h2>
<p><strong>La strategia è sempre fondamentale</strong>. Sun Tzu nel suo L’Arte della Guerra dichiara che <strong>“I guerrieri vittoriosi prima vincono e poi vanno in guerra, mentre i guerrieri sconfitti prima vanno in guerra e poi cercano di vincere”</strong>. Questo vale anche nello sport: ecco perché devi lavorare sulla preparazione tattica.</p>
<h3><strong>Una definizione</strong><strong> </strong></h3>
<p>Ognuno di noi che abbia vissuto un’esperienza sportiva – presente o passata – sa che<strong> una parte dell’allenamento nelle discipline così dette situazionali</strong> deve essere <strong>dedicato alla preparazione tattica</strong>.</p>
<p>Per sport situazionali si intende quelli in cui ci sono delle variabili non totalmente calcolabili precedentemente, che devono essere affrontate e risolte grazie ad un <strong>insieme di conoscenze pregresse che ne permettano la risoluzione</strong>.<br />
Un atleta preparato dal punto di vista della preparazione tattica sarà dunque in grado di <strong>attingere al background di competenze e conoscenze studiate in allenamento</strong> e già apprese ed applicate, adattandosi nel modo migliore alla situazione.</p>
<p>Volendo dare una definizione di preparazione tattica potremmo dunque parlare delle <strong>capacità i dei giocatori e della squadra nella sua interezza di leggere l’avversario e adottare le contromisure necessarie a renderlo inoffensivo o comunque controllabile</strong>. È ovvio altresì che questa capacità di risposta ed adattamento non può prescindere da una buona tecnica di base: tecnica e tattica sono sempre strettamente legate, come la fisiologia e l&#8217;emotività corporea, entrambi parte della psicologia dello sport.<br />
<strong>La tecnica è spesso al servizio della tattica</strong>, nel senso che l’esecuzione di un gesto fine a sé stesso non ha rilevanza nel contesto sportivo; diventa un elemento importante quando è legato ad un obiettivo, di natura tattica appunto.</p>
<p>Quando abbiamo a che fare con degli sport di squadra, solitamente si intende anche differenziare tra la <strong>tattica individuale</strong> – che è quella che attiene ai movimenti ed alle soluzioni che un giocatore può applicare, anche in relazione alle sue effettive capacità – e la<strong> tattica di squadra</strong> – che prevede invece una combinazione di soluzioni e movimenti che coinvolgono tutti gli elementi in campo.</p>
<h3><strong>La preparazione tattica nella pratica</strong></h3>
<p>Non dimentichiamoci mai da dove siamo partiti e dove vogliamo arrivare: <strong>raggiungere l’obiettivo sportivo</strong>.</p>
<p>Tutti gli elementi di cui fino ad ora abbiamo parlato nei vari articoli sono delle <strong>fasi necessarie ma non sufficienti al nostro scopo</strong>.<br />
Nel percorso che ti sto mostrando, <strong>ogni step non è alternativo all’altro, ma va affiancato</strong>. Dunque, la preparazione tattica sarebbe inutile se avessimo atleti non focalizzati, mai allenati sia dal punto di vista fisico che atletico, non in grado di ascoltare il proprio corpo e ricorrere a massaggi o automassaggi decontratturanti e così via anche per quella parte dell’iceberg che dobbiamo ancora svelare.</p>
<p>Nello specifico affinché l’allenatore possa occuparsi della preparazione tattica ed i giocatori essere in grado di apprendere e mettere in pratica i dettami,<strong> è fondamentale che ci sia</strong>:</p>
<ul>
<li>un buon focus</li>
<li>una buona preparazione atletica,</li>
<li>una buona preparazione fisica,</li>
<li>un livello di tecnica quantomeno accettabile.</li>
</ul>
<p>Applicare i precetti della preparazione tattica alla gara significa aver appreso nel corso degli allenamenti una <strong>serie di situazioni azione/reazione, tale per cui quasi ogni momento del confronto è stato studiato</strong>.</p>
<p>Di norma la preparazione tattica si occupa di due fasi salienti: l’attacco e la difesa. Entrambe sviluppate sia dal punto di vista del “che cosa posso fare io/la mia squadra” e “come posso reagire ai movimenti del giocatore/squadra avversaria”.<br />
<strong>Il compito dell’atleta non è solo di memorizzare meccanicamente gesti tecnici e soluzioni tattiche</strong>, ma di <strong>comprendere quando è il momento giusto di applicare</strong>: conditio sine qua non è quindi possedere la giusta elasticità mentale che permetta di capire come e quando ricorrere alle varie strategie.</p>
<p>Allenatore e giocatori/atleti devono parlare la stessa lingua: ogni incomprensione può creare una falla della quale vittima sarà tutta la squadra, lo stesso atleta e la prestazione finale.</p>
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		<item>
		<title>Massaggio decontratturante, perché fa parte del percorso verso l’obiettivo sportivo</title>
		<link>https://www.trainingandrehab.it/massaggio-decontratturante-e-obiettivo-sportivo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2020 10:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[contrattura muscolare]]></category>
		<category><![CDATA[massaggio decontratturante]]></category>
		<category><![CDATA[massaggio sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivo sportivo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo già portato alla luce un bel tratto dell’iceberg, ma il percorso è ancora lungo. Oggi parliamo del massaggio decontratturante, non un vezzo ma una necessità. Ci sono persone che vedono il recarsi dal fisioterapista/massofisioterapista per un massaggio decontratturante come una sorta di premio, regalo, coccola che ci si può regalare. Dunque come qualcosa di non necessario. In realtà, specie nel caso in cui si parli di sportivi, è l’esatto contrario: il massaggio decontratturante è una necessità. Se soffriamo per una contrattura, significa che il muscolo è stato costretto a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trainingandrehab.it/massaggio-decontratturante-e-obiettivo-sportivo/">Massaggio decontratturante, perché fa parte del percorso verso l’obiettivo sportivo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trainingandrehab.it">Training &amp; Rehab</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Abbiamo già portato alla luce un bel tratto dell’iceberg, ma il percorso è ancora lungo. Oggi parliamo del massaggio decontratturante, non un vezzo ma una necessità.</strong></h2>
<p>Ci sono persone che vedono il recarsi dal fisioterapista/massofisioterapista per un massaggio decontratturante come una sorta di premio, regalo, coccola che ci si può regalare. Dunque come qualcosa di non necessario.<br />
In realtà, specie nel caso in cui si parli di sportivi, è l’esatto contrario: <strong>il massaggio decontratturante è una necessità</strong>.</p>
<p>Se soffriamo per una contrattura, significa che <strong>il muscolo è stato costretto a reagire ad uno stimolo eccessivo, a proteggersi per evitare danni ulteriori.<br />
</strong>La contrattura non è dunque qualcosa di normale, ma <strong>una sorta di anomalia</strong> che il nostro corpo mette in atto e che noi <strong>abbiamo il dovere di sciogliere, di risolvere</strong>.</p>
<p>Il massaggio decontratturante può e deve essere a tutti gli effetti considerato come<strong> uno degli step fondamentali da percorrere per raggiungere il nostro obiettivo sportivo</strong>: puoi sperare di arrivare a destinazione se la tua macchina ha qualche problema meccanico che decidi di ignorare? Forse sì o forse no: ma il caso non è certo il miglior compagno di viaggio!</p>
<h3><strong>Scendiamo nel particolare</strong></h3>
<p>Ho già dedicato un articolo al <a href="https://trainingandrehab.it/2019/03/12/massaggio-sportivo-lo-stai-facendo-nel-modo-giusto/">massaggio sportivo</a> e per questo motivo eviterò di scendere nel particolare indicandoti le tipologie e le finalità di questo trattamento: puoi andare a rileggerle o a scoprirle, semplicemente con un click.</p>
<p>Quello che qui mi interessa sottolineare è <strong>la motivazione per la quale il massaggio decontratturante dovrebbe essere un appuntamento fisso per uno sportivo</strong>: la cura dello strumento che ci permette di puntare l’obiettivo e di raggiungerlo deve sempre essere al primo posto.</p>
<p>Dunque, così come <a href="https://trainingandrehab.it/2019/05/15/recupero-il-segreto-per-una-performance-migliore/">il recupero</a> è una fase fondamentale da curare, tanto quanto l’allenamento, lo stesso vale per il massaggio decontratturante.</p>
<p>Sottoponendoti a questo trattamento manuale infatti, <strong>riuscirai a sfruttare l’ipertermia</strong> – l’aumento localizzato della temperatura del corpo – <strong>per riattivare i tessuti connettivi e sciogliere le contratture muscolari che</strong>, gioco forza, <strong>ti impediscono di svolgere in modo corretto i gesti connessi al tuo sport sia a livello tecnico che a livello fisico.</strong></p>
<p>Quando sei alle prese con una seduta di preparazione fisica o di preparazione atletica, richiedi all’apparato muscolare coinvolto uno sforzo intenso: altrimenti non sarebbe allenante. La stanchezza, un movimento errato, una sollecitazione esterna, potrebbero causare uno squilibrio muscolare tale da portare il tuo corpo ad andare in protezione per evitare danni maggiori e causare una contrattura.</p>
<p>Che cosa succede a questo punto? Ci siamo passati tutti: <strong>non riusciamo ad allenarci correttamente</strong>, sentiamo dolore e se pure vogliamo continuare, finiamo per creare una serie di compensi che danno vita ad una catena di errori ulteriori, nella postura e nel gesto.</p>
<p>Ecco perché <strong>è importante ascoltare il proprio corpo e ricorrere ad un trattamento</strong>: solo se sei fisicamente al 100%, puoi allenarti e competere al 100%.</p>
<h3><strong>Quando ricorrere ad un massaggio decontratturante</strong></h3>
<p>Ora, non ti sto dicendo che ogni giorno devi recarti dal fisioterapista/massofisioterapista e ricorrere ad un suo trattamento.<br />
Però <strong>ci sono dei casi in cui mi sento di consigliartelo caldamente</strong>. Per esempio:</p>
<ul>
<li>ti accorgi di avere una <strong>mobilità articolare ridotta</strong>, fuori dai tuoi canoni normali;</li>
<li>sei stato preda di <strong>spasmi muscolari</strong>, dovuti ad una eccessiva stanchezza o all’accumulo di sostanze di scarto post allenamento o gara, che il tuo organismo non è riuscito ad eliminare;</li>
<li>senti hai <strong>difficoltà nel movimento muscolare</strong> e, al tatto, senti la classica “pallina&#8221;.</li>
</ul>
<p>Se vuoi raggiungere il tuo obiettivo sportivo, smetti di pensare al massaggio decontratturante come ad un qualcosa in più: è parte integrante della tua preparazione fisica ed atletica, è uno strumento attraverso il quale aumentare le tue performance e migliorarle nel tempo.</p>
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