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	<title>propriocezione Archivi - Training &amp; Rehab</title>
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	<description>Massimizza la performance</description>
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	<title>propriocezione Archivi - Training &amp; Rehab</title>
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		<title>Routine, che cos’è e come cambia il tuo allenamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2019 11:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità aticolare]]></category>
		<category><![CDATA[propriocezione]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[routine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’era una volta il riscaldamento. E adesso non c’è più? Ovviamente sì, ma è evoluto. Capiamo insieme che cos’è la routine e perché dovresti comprenderne i benefici. Qualsiasi sia l’attività fisica che ti appresti a compiere, è importante che muscoli, tendini e articolazioni siano caldi e pronti ai carichi di lavoro ai quali li sottoporrai. A questo serve la fase di riscaldamento e nello specifico la routine. Nel corso degli anni, molto è cambiato nella valutazione della preparazione e gestione fisica dell’atleta, a prescindere dallo specifico tipo di sport. Sono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>C’era una volta il riscaldamento. E adesso non c’è più? Ovviamente sì, ma è evoluto. Capiamo insieme che cos’è la routine e perché dovresti comprenderne i benefici.</strong></h2>
<p>Qualsiasi sia l’attività fisica che ti appresti a compiere, <strong>è importante che muscoli, tendini e articolazioni siano caldi e pronti ai carichi di lavoro</strong> ai quali li sottoporrai. <strong>A questo serve</strong> la fase di riscaldamento e <strong>nello specifico la routine.</strong></p>
<p>Nel corso degli anni, <strong>molto è cambiato nella valutazione della preparazione e gestione fisica dell’atleta</strong>, a prescindere dallo specifico tipo di sport. Sono sempre i professionisti a sperimentare per primi le novità, perché hanno al loro fianco  uno staff preparato proprio a ricercare, analizzare ed applicare nuove tecniche e metodologie.</p>
<p>Ma non devi necessariamente essere un professionista per prepararti in modo attento, efficace ed efficiente al workout o all’allenamento che stai per svolgere: <strong>moltissimi degli atleti che seguo sperimentano ormai da tempo la routine</strong>, con esercizi specifici in base alla disciplina sportiva che praticano. <strong>Dal tiro con l&#8217;arco al beach volley, passando per la corsa ed il calcio</strong>, possiamo creare una routine adatta a riscaldare muscoli, articolazioni e tendini che andremo a sollecitare.<br />
La routine ha la stessa importanza prima di un qualunque esercizio in palestra, con uno scopo ben preciso. Non dimentichiamoci la preparazione tissutale, ne parleremo in futuro.</p>
<p>Andiamo per gradi.</p>
<h3><strong>Le tipologie di riscaldamento</strong></h3>
<p>Tutti noi pratichiamo o abbiamo praticato sport. E dagli albori della nostra “carriera” siamo passati attraverso molte forme diverse di riscaldamento.<br />
Possiamo distinguerne nello specifico<strong> sei differenti tipologie</strong>:</p>
<ul>
<li>Attivo</li>
<li>Passivo</li>
<li>Statico</li>
<li>Dinamico</li>
<li>Generale</li>
<li>Specifico</li>
</ul>
<p>Tra gli ultimi due è chiara anche intuitivamente la differenza: nel Generale si procede ad un riscaldamento di tutto il corpo, per attivarlo e prepararlo al fatto che sta per svolgere un qualche tipo di attività fisica; nello Specifico andiamo invece a riprodurre dei gesti che poi marcheremo nel corso dell’allenamento, per sollecitare con maggiore importanza proprio quei comparti muscolari ed articolari che più saranno coinvolti.</p>
<p>Meno intuitiva la differenza tra attivo e passivo. Per riscaldamento passivo, intendiamo massaggi, mobilizzazioni, stimolazioni che hanno il compito di riscaldare la muscolatura. Quello attivo invece prevede un coinvolgimento dell’atleta, un suo movimento propedeutico all’attivazione.</p>
<p>Infine quello che più ci interessa: riscaldamento statico e dinamico. <strong>Ti anticipo che la routine è dinamica</strong>&#8230;e quindi se non sei proprio a digiuno dell’argomento puoi già anticipare mentalmente alcune cose che sto per dirti.</p>
<p>Se si sceglie un riscaldamento statico, allora si eseguiranno alcuni esercizi di stretching, a volte preceduti da una mini fase aerobica.<br />
<strong>Il riscaldamento dinamico</strong> invece, per il quale utilizziamo il termine routine, <strong>prevede l’esecuzione in serie di alcuni esercizi diversi che hanno obiettivi e finalità differenti</strong>, ma che concorrono tutti ad una attivazione specifica di muscoli, tendini ed articolazioni.</p>
<h2><strong>Perché preferire la routine</strong></h2>
<p>In base a quello che hai letto, se ti chiedessi su due piedi se è meglio farsi una corsa prima di cominciare un allenamento di qualsiasi tipo, oppure prima lavorare sulla <a href="https://trainingandrehab.it/2019/02/18/prevenzione-degli-infortuni-il-ruolo-di-propriocezione-e-mobilita-articolare/">mobilità articolare, la propriocezione</a> ed altri esercizi che possono comporre la routine, cosa risponderesti?</p>
<p>Esatto: la seconda!</p>
<p>Ed ora cerco di spiegarti perché anche se in realtà è molto semplice.</p>
<p>Prima di compiere dei gesti che comunque creano un sovraccarico in muscoli ed articolazioni, <strong>è necessario fare in modo che i recettori coinvolti siano bene attivi</strong>. In questo modo <strong>preveniamo possibili infortuni e miglioriamo la prestazione</strong>, perché, quando iniziamo con il vero e proprio allenamento, il nostro organismo è effettivamente pronto.<br />
<strong>Stiamo evitando dei traumi</strong> che potrebbero inficiare non solo la nostra prestazione, ma anche la fase di recupero che ne consegue.</p>
<p>Un altro aspetto da non sottovalutare è che grazie alla routine ciò che riscaldiamo, non è solamente la mente, ma anche <strong>il cervello</strong> che<strong> inizia a prendere dimestichezza con movimenti</strong> che di lì a poco gli saranno utili nello svolgimento della gara o dell’allenamento.</p>
<p>Concludo anticipandoti che <strong>sport differenti</strong>, che impattano principalmente su determinati comparti muscolo-tendinei-articolari e che implicano la ripetizione di gesti tecnici differenti,<strong> avranno bisogno di una routine differente, costituita da esercizi specifici</strong>.</p>
<p><strong>Inizieremo quindi un nuovo capitolo</strong> attraverso i video che ti condividerò da qui in avanti sui miei account social: routine, quali e perché!</p>
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		<title>Propriocezione: perché è fondamentale prima e dopo un infortunio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2019 08:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[equilibrio]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi propriocezione]]></category>
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		<category><![CDATA[recupero post infortunio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è chi vede la propriocezione solo come qualcosa da fare nel momento della rieducazione dopo un trauma. E questo è un errore enorme: forse, capendo la sua importanza, quel trauma si sarebbe potuto evitare! Ti è mai capitato di sentirti dire che “devi imparare ad ascoltare il tuo corpo”? E magari ci hai anche riso su, pensando che fosse una frase stupida. Tu invece, che sei uno sportivo vero, non ne hai bisogno. Cominciamo col dire che questo è proprio un errore che uno sportivo vero NON farebbe: conoscere l’importanza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trainingandrehab.it/propriocezione-perche-e-fondamentale-prima-e-dopo-un-infortunio/">Propriocezione: perché è fondamentale prima e dopo un infortunio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trainingandrehab.it">Training &amp; Rehab</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>C’è chi vede la propriocezione solo come qualcosa da fare nel momento della rieducazione dopo un trauma. E questo è un errore enorme: forse, capendo la sua importanza, quel trauma si sarebbe potuto evitare!</h2>
<p>Ti è mai capitato di sentirti dire che “<strong>devi imparare ad ascoltare il tuo corpo</strong>”? E magari ci hai anche riso su, pensando che fosse una frase stupida. Tu invece, che sei uno sportivo vero, non ne hai bisogno.<br />
Cominciamo col dire che questo è proprio un errore che uno sportivo vero NON farebbe: <strong>conoscere l’importanza della propriocezione</strong> è fondamentale se si vogliono <strong>avere delle ottime performance</strong>, in qualsiasi sport si pratichi ed a qualsiasi livello.</p>
<p><strong>Che cos’è</strong>, intanto, la propriocezione? <strong>Chiamata anche cinestesia, è la capacità del corpo di percepire sé stesso nello spazio e di comprendere lo stato di contrazione muscolare, senza l’ausilio della vista.</strong></p>
<p>Ecco perché ti viene detto “ascolta” il tuo corpo e non “guarda” il tuo corpo. La vista può essere un senso ingannevole, molto più di quanto tu ti renda conto.</p>
<h3>Propriocezione, come funziona</h3>
<p>Come si attiva il meccanismo della propriocezione?<br />
Ci sono dei <strong>recettori</strong> che svolgono un lavoro molto importante, cioè mandare al cervello degli impulsi neuronali che poi vengono interpretati e danno informazioni riguardo la posizione del corpo nello spazio e alla contrazione muscolare. In base all’informazione che riceve, <strong>il cervello dice al muscolo o all’arto in toto cosa deve e soprattutto cosa è giusto fare.</strong></p>
<p>Hai presente quando stai per sbilanciarti, ma poi alla fine ti riprendi e non cadi, ma recuperi l’equilibrio? Ecco: impulso, informazione, decisione.</p>
<p>I recettori che svolgono questa funzione sono:</p>
<ul>
<li>Fusi neuromuscolari</li>
<li>Organi tendinei del Golgi</li>
<li>Recettori delle capsule articolari</li>
<li>Recettori cutanei</li>
</ul>
<h3>Propriocezione, perché allenarla</h3>
<p>Ma quindi, potresti chiederti, se questa è un’abilità insita nell’essere umano, <strong>perché dovremmo allenarla?</strong> Semplicemente perché potenziarla rappresenta, per te che fai sport, una grandissima opportunità.<br />
Non solo <strong>per migliorare le tue performance</strong>, ma anche <strong>per scongiurare infortuni</strong> e <strong>per avere un recupero completo in caso di un trauma.</strong></p>
<p>Ti farò una serie di esempi per fugare ogni tuo dubbio.</p>
<p>Come saprai <strong>il corpo è una macchina perfetta nella sua imperfezione</strong>. Quando c’è qualche squilibrio fisico, che tu non percepisci, lui <strong>si attiva per riequilibrare a modo suo tutto quanto.</strong></p>
<p><strong>Mettiamo l’esempio di un infortunio al ginocchio</strong>. Hai fatto riabilitazione puntando solamente sul rinforzo muscolare, anch’esso molto importante, ma non lavorando affatto su propriocezione e postura. Dopo l’infortunio il tuo corpo si è riequilibrato, ancora una volta, da solo. Ha modificato il suo modo di percepire sé stesso rispetto allo spazio per aiutare il ginocchio infortunato a fargli avere meno sollecitazioni. Se non rimetti apposto la situazione, continuerai con uno scompenso che porterà ulteriori problemi fisici.</p>
<p><strong>Sei un giocatore di calcio a 5, di pallavolo o pallacanestro</strong>, sport in cui le articolazioni vengono sollecitate a livelli molto alti: per questo sono definiti sport ad alto rischio di infortuni articolari.<br />
Se avrai lavorato sul <strong>rafforzare i recettori propriocettivi</strong>, caviglie, ginocchia e spalle saranno più protette perché i recettori hanno migliorato la loro capacità di captare i segnali e la velocità di invio al cervello che riesce così a mettere in atto subito, dei meccanismi di compensazione per evitarti fastidiose distorsioni o traumi.</p>
<p>Stai iniziando a capire l’importanza enorme della propriocezione?</p>
<h3>Propriocezione, come allenarla</h3>
<p>Ora sai che è necessario allenarla. E ti starai chiedendo come fare.<br />
Diciamo che il modo migliore è farsi seguire da un professionista che ci faccia <strong>lavorare sulla nostra specifica situazione</strong>. Specie se ci sono casi di infortuni pregressi o di postura sbagliata o di problematiche per la mancata riabilitazione e rieducazione funzionale.</p>
<p>Tuttavia, <strong>ci sono alcuni attrezzi che possono essere generalmente utilizzati per migliorare la nostra propriocezione</strong>.<br />
Non chiedermi adesso anche quali e come usarli perché al giorno d’oggi ce ne sono tantissimi, come le <strong>metodiche individuali che si possono utilizzare, al di fuori di protocolli standard</strong>.</p>
<p>Ogni persona ha bisogno del giusto protocollo basato su caratteristiche personali, considerando sempre passato, presente e obiettivo futuro.</p>
<p>Siccome credo nell’importanza della conoscenza, ti do anche qui qualche consiglio: seguimi sulla mia pagina facebook <a href="https://www.facebook.com/TrainingAndRehabEmanuelGiulian/">TRAINING AND REHAB</a> perché <strong>questa settimana parleremo proprio di propriocezione</strong>!</p>
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