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	<title>spalla del nuotatore Archivi - Training &amp; Rehab</title>
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	<title>spalla del nuotatore Archivi - Training &amp; Rehab</title>
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		<title>Spalla del nuotatore: sintomi e trattamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jan 2022 08:35:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione spalla del nuotatore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se pratichi nuoto a livello agonistico, potresti avere “l’incubo” della spalla del nuotatore; sintomi specifici che indichino l’insorgenza di questa patologia ce ne sono, ma li vedremo più avanti nel corso di questo articolo: come sempre, partiamo da un quadro generale. Definizione Con il termine “spalla del nuotatore” ci si riferisce ad un quadro clinico di spalla dolorosa, tipico appunto dei nuotatori agonisti, in modo particolare ma non esclusivo in età giovanile, dovuto al sovraccarico funzionale a cui è sottoposta. Una patologia come questa, può essere ravvisata con maggiore incidenza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trainingandrehab.it/spalla-del-nuotatore-sintomi-e-trattamento/">Spalla del nuotatore: sintomi e trattamento</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trainingandrehab.it">Training &amp; Rehab</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se pratichi nuoto a livello agonistico, potresti avere “l’incubo” della <strong>spalla del nuotatore</strong>; <strong>sintomi specifici</strong> che indichino l’insorgenza di questa patologia ce ne sono, ma li vedremo più avanti nel corso di questo articolo: come sempre, partiamo da un quadro generale.</p>
<h3><strong>Definizione</strong></h3>
<p>Con il termine “spalla del nuotatore” ci si riferisce ad un quadro clinico di<strong> spalla dolorosa</strong>, tipico appunto dei <strong>nuotatori agonisti</strong>, in modo particolare ma non esclusivo in età giovanile, dovuto al<strong> sovraccarico funzionale</strong> a cui è sottoposta.</p>
<p>Una patologia come questa, può essere ravvisata con maggiore incidenza in quelle <strong>discipline nelle quali vi è un distretto anatomico particolarmente sollecitato</strong>: “il gomito del tennista”, “il ginocchio del saltatore”, “la spalla del lanciatore”.</p>
<p>In caso di spalla del nuotatore, sintomi inizialmente descrivibili come un iniziale fastidio, si tramutano poi in vero e proprio dolore, riconducibile al <strong>movimento overhead</strong>, quello cioè in cui il braccio passa sopra alla testa con differente impiego di forza, velocità e carico.</p>
<p>La motivazione che scatena la patologia in questione, è da ricercarsi nel <strong>sovraccarico funzionale al quale è sottoposta l’articolazione</strong>: un atleta agonista di tra i 12 e i 16 anni nuota già 6 volte a settimana, con allenamenti della durata media di 2 ore, per circa 5 km a seduta. Facile quindi intuire quante sollecitazioni ricevono le <strong>strutture tendinee e legamentose</strong> a causa della <strong>ripetitività del gesto tecnico</strong>.</p>
<h3><strong>Incidenza e diffusione</strong></h3>
<p>A lamentare probabile spalla del nuotatore, sintomi specifici della quale stiamo per scoprire, è all’incirca il <strong>50% dei nuotatori</strong>, con <strong>maggiore incidenza sulla popolazione femminile</strong>, probabilmente in ragione della minor forza dei muscoli del cingolo scapolo omerale. Spesso un <strong>test funzionale</strong>, atto a valutare appunto il dato “forza” o il “rom articolare”, eseguito agli esordi della comparsa dei primi sintomi, può aiutare ad anticipare ed evitare complicazioni e cronicizzazioni.</p>
<p>Non esiste uno stile natatorio in particolare che provoca maggior dolore, perché movimenti diversi attivano in maniera differente la muscolatura e le strutture tendinee.<br />
Spesso si indica lo stile libero come “focolaio” della comparsa del dolore, ma semplicemente perché occupa il 75% di una seduta di allenamento.</p>
<h3><strong>Quadro clinico</strong></h3>
<p>I <strong>segni che permettono di codificare la spalla del nuotatore</strong> sono riconducibili a:</p>
<ul>
<li><strong>sindrome da conflitto subacromiale</strong>, altresì detta sindrome da impingement, una patologia che provoca dolore, causato dalla compressione del tendine del muscolo sovraspinato durante il movimento di sollevamento e abbassamento del braccio;</li>
<li><strong>sindrome da conflitto glenoideo</strong> che coinvolge il cercine;</li>
<li><strong>spalla instabile</strong>, dove si la testa dell’omero si muove sollecitando la capsula articolare e i tendini.</li>
</ul>
<h2><strong>Spalla del nuotatore: sintomi </strong></h2>
<p>Arriviamo ora alla parte che ti permetterà di dare risposta ai tuoi dubbi sull’essere vittima della patologia spalla del nuotatore: <strong>sintomi comuni</strong> sono</p>
<ul>
<li>pesantezza del braccio</li>
<li>debolezza</li>
<li>difficoltà di movimento, anche per movimenti banali come prendere una bottiglia di acqua a tavola o pettinarsi</li>
<li>rigidità presente in particolari movimenti come per i rotatori interni</li>
<li>presenza di dolore durante il sonno</li>
</ul>
<p>Delineare quadro clinico e approfondire la definizione della spalla del nuotatore, sintomi compresi, non è ancora sufficiente per avere una completa visione d’insieme.<br />
Va infatti sviscerato anche il <strong>contesto globale che può favorire la comparsa della patologia</strong>.<br />
Le cause possono variare in base alle<strong> caratteristiche anatomiche del soggetto</strong>, all’<strong>intensità e quantità dei carichi di allenamento</strong>, alla <strong>frequenza</strong> e alla <strong>tecnica di nuotata</strong>.</p>
<p>È fondamentale a questo proposito ricordare che un<strong> lavoro di prevenzione fatto con programma specifico</strong> può impattare in maniera fortemente positiva sull’insorgenza della patologia in questione.<br />
Spesso è infatti riscontrabile, nei nuotatori, una <strong>eccessiva lassità legamentosa</strong> che influenza in maniera negativa la stabilità della spalla considerando la <strong>complessità dei suoi gradi di movimento</strong>; lavorare sul miglioramento di questo aspetto consente senza dubbio di limitare le possibilità di insorgenza dei sintomi della spalla del nuotatore.</p>
<h3><strong>Tipologia di intervento e prospettive di lavoro</strong></h3>
<p>Il miglioramento del quadro clinico o la prevenzione delle recidive passa attraverso l’individuazione di <strong>strategie di trattamento e di lavoro</strong> che prevedano interventi attuati da figure come <strong>fisioterapista, chinesiologo, massofisioterapista o osteopata</strong>.<br />
Si può riassumere l’intervento in <strong>5 fasi</strong>:</p>
<ol>
<li>valutazione diagnostica</li>
<li>valutazione con test specifici</li>
<li>proposta di programmi di prevenzione o di lavoro specifico</li>
<li>utilizzo di strumenti e trattamenti fisioterapici</li>
<li>miglioramento della tecnica di nuotata e modulazione dei carichi di lavoro</li>
</ol>
<p>Una volta diagnostica la spalla del nuotatore, sintomi dunque verificati da esami diagnostici e intervento di un ortopedico, sarà necessario attivarsi per <strong>realizzare un programma mirato</strong>, che con ogni probabilità prevedrà in prima fase il riposo e quindi la sospensione dell’attività natatoria.</p>
<p>L’obiettivo principale del programma personalizzato sarà <strong>migliorare la forza dei muscoli della cuffia dei rotatori</strong> &#8211; sottoscapolare, infraspinato, piccolo rotondo, sovraspinato – i quali rendono sicuramente più stabile la spalla.<br />
Si lavorerà anche sulla <strong>cinetica della scapola</strong> per ridurre il più possibile l’impingement subacromiale, chiamando in causa gli abbassatori omerali.<br />
Importante poi è la <strong>progressione del carico di lavoro</strong>, che dovrà essere aumentato gradualmente, in parallelo alla maggiore complessità e difficoltà degli esercizi svolti.</p>
<p><strong>Il percorso riabilitativo non è ricalcabile di individuo in individuo</strong>, perché età anagrafica, sesso, tipo di attività sportive pregresse, attività in atto o altre limitazioni contribuiscono a delineare un <strong>quadro ad personam per cui tutto va studiato e disegnato individualmente</strong>.</p>
<div style="text-align: right"><em>Andrea Cavalletti </em></div>
<div style="text-align: right"><em>Chinesiologo e Preparatore Atletico</em></div>
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		<title>Tendinite: cause e trattamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2020 07:10:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[gomito del tennista]]></category>
		<category><![CDATA[spalla del nuotatore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ripetere costantemente lo stesso movimento, per anni, magari sottoponendo il sistema coinvolto a carichi e sovraccarichi sempre maggiori, può portare al verificarsi di problematiche fisiche, tra le quali la comparsa di una tendinite. Questo accade sia agli sportivi che a chi svolge un lavoro particolarmente ripetitivo, tanto da causare una serie di microtraumi successivi che hanno come ultima conseguenza l&#8217;infiammazione del o dei tendini coinvolti. Che cosa succede quindi se ti è stata diagnosticata una tendinite? Capiamolo, affrontando l&#8217;argomento in tutte le sue sfaccettature. Tendinite, che cos&#8217;è e quando si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ripetere costantemente lo stesso movimento, per anni, magari sottoponendo il sistema coinvolto a carichi e sovraccarichi sempre maggiori, può portare al verificarsi di problematiche fisiche, tra le quali la comparsa di una tendinite.<br />
Questo accade sia agli sportivi che a chi svolge un lavoro particolarmente ripetitivo, tanto da causare una serie di microtraumi successivi che hanno come ultima conseguenza l&#8217;infiammazione del o dei tendini coinvolti.</p>
<p>Che cosa succede quindi se ti è stata diagnosticata una tendinite? Capiamolo, affrontando l&#8217;argomento in tutte le sue sfaccettature.</p>
<h2>Tendinite, che cos&#8217;è e quando si verifica</h2>
<p>Ossa e muscoli lavorano insieme per permetterci ogni tipo di movimento. A tenerli insieme e a farli comunicare sono i tendini, dei tessuti connettivi elastici che svolgono appunto questa funzione di collegamento.<br />
I tendini si innestano sulle strutture ossee &#8211; ecco perché spesso si sente parlare di infiammazione del tendine a livello dell&#8217;inserzione &#8211; e trasferiscono la forza impressa dal muscolo nell&#8217;azione svolta.</p>
<p>Capisci quindi che i tendini sono sollecitati costantemente nell&#8217;arco della giornata e, ancora di più, nel caso di un&#8217;intensa attività fisica o di un lavoro particolarmente ripetitivo.<br />
Può accadere quindi che, con il passare degli anni o in conseguenza di altri avvenimenti che poi vedremo, si sviluppi un&#8217;infiammazione della struttura tendinea: la tendinite appunto.</p>
<p>Spalle &#8211; e qui puoi vedere l&#8217;articolo sulla <a href="https://trainingandrehab.it/2019/07/30/la-spalla-del-nuotatore-come-si-tratta/">spalla del nuotatore</a> -, gomito &#8211; ti segnalo <a href="https://trainingandrehab.it/2019/05/28/gomito-del-tennista-o-epicondilite-omerale-problematica-e-soluzioni/">l&#8217;approfondimento sul gomito del tennista</a> -, mani, polsi, ginocchia e caviglie sono le sedi ove maggiormente può verificarsi una tendinite.<br />
E ci sono anche sport che più di altri possono causare quel sovraccarico funzionale e costante che è tra le cause della comparsa di una tendinite; i corridori, ad esempio, possono facilmente sviluppare dei problemi al tendine d&#8217;Achille. Se questa è la situazione che maggiormente ti interessa, ti invito ad approfondire con un articolo scientifico che puoi leggere per interno<a href="https://journals.lww.com/acsm-msse/pages/articleviewer.aspx?year=1980&amp;issue=24000&amp;article=00002&amp;type=abstract"> a questo link</a> oppure visualizzarlo in pdf.</p>
<p><a href="https://trainingandrehab.it/wp-content/uploads/2020/09/Tendine-dAchille-nei-corridori.pdf">Tendine d&#8217;Achille nei corridori</a></p>
<h3>Cause e manifestazione</h3>
<p>A causare la comparsa di questa infiammazione patologica contribuiscono anche alcuni fattori aggravanti quali:</p>
<ul>
<li>sovrappeso</li>
<li>vizi nella postura</li>
<li>sovraccarico funzionale</li>
<li>sovrallenamento</li>
<li>attrezzatura/equipaggiamento non idonei</li>
<li>errata esecuzione di un gesto tecnico</li>
<li>mancato riscaldamento globale pre-attività fisica</li>
<li>ripresa troppo veloce dopo un infortunio</li>
<li>superfici sconnesse o problematiche (tipo sabbia)</li>
<li>situazioni congenite (piede piatto, ginocchio valgo, etc&#8230;)</li>
<li>malattie sistemiche (diabete, artrite, ipercolesterolemia, etc..)</li>
<li>alcune tipologie di terapie farmacologiche</li>
</ul>
<p>Tra i campanelli d&#8217;allarme che possono suggerire la diagnosi di tendinite c&#8217;è sicuramente il dolore al tatto ed al movimento, il calore al tatto, la perdita di forza e la limitazione del movimento dell&#8217;articolazione coinvolta e, solo in casi estremi, la comparsa di tumefazione.</p>
<h3>Approfondiamo</h3>
<p>Ora, ti ho dato un quadro rapido e coerente di cosa sia la tendinite e a seguito di quali situazioni si verifichi.<br />
Il punto però è che le patologie tendinee sono molte, al di là di quelle più conosciute: forse non lo sai, ma nel corpo umano ci sono 267 tendini!</p>
<p>Ogni volta dunque che, dopo esame diagnostico e consulto da un ortopedico/medico, si ha la certezza di avere a che fare con una tendinite, è necessario andare a fondo per scoprire nello specifico cause, fattori acceleranti, eventuali problematiche associate.</p>
<p>Distinguiamo intanto tra</p>
<ul>
<li>tendinite da sovraffaticamento, la più comune, causata come è facile capire, dalla ripetizione costante di micro-sollecitazioni che finiscono per creare micro-traumi cronici che sfociano nell&#8217;infiammazione;</li>
<li>degenerazione tendinea, quando il tendine è sottoposto a sollecitazioni che vanno oltre il limite massimo di sopportazione, tanto da causare la rottura delle fibrille, con conseguente riparazione del tessuto che diventerà però meno resistente.</li>
</ul>
<h2>Come trattare una tendinite</h2>
<p>E&#8217; ovvio, e vorrei ripeterlo ancora una volta, che ogni caso va trattato a sé, in considerazione di tutta un&#8217;anamnesi che noi, come professionisti, compiamo.<br />
Tuttavia ci sono alcuni passaggi obbligati da compiere per approcciarsi in modo corretto al trattamento della tendinite.</p>
<ul>
<li>Riposo</li>
</ul>
<p>Se abbiamo sovraccaricato il tendine, la prima cosa da fare è prenderci una pausa, dall&#8217;attività sportiva o lavorativa. In questo modo favoriamo la necessaria attenuazione dell&#8217;infiammazione.</p>
<ul>
<li>Ghiaccio</li>
</ul>
<p>La crioterapia è utile ogni volta in cui siamo di fronte ad un&#8217;infiammazione. Il consiglio è quello di applicare il ghiaccio 2/3 volte al giorno, per un tempo complessivo ad applicazione di una ventina di minuti.</p>
<ul>
<li>Terapia</li>
</ul>
<p>E&#8217; qui che entriamo in gioco noi di TandR, con dei protocolli studiati in maniera specifica per ciascun caso e che possono comprendere trattamenti con ultrasuoni a bassa frequenza o tecar terapia &#8211; nel nostro caso della Bac Technology &#8211; per favorire la definitiva scomparsa dell&#8217;infiammazione e mobilizzazioni in grado di accompagnare il tendine a ritrovare la sua corretta funzionalità.</p>
<p>Solitamente è anche necessario accompagnare il tutto con esercizi di rinforzo muscolare e, ove necessario, posturali.</p>
<p>So già che in settimana avrò alcuni pazienti che sto seguendo proprio nella fase di recupero post-tendinite: seguimi sui miei account social per passare dalla teoria alla pratica!</p>
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