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	<title>tendine d&#039;achille Archivi - Training &amp; Rehab</title>
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	<title>tendine d&#039;achille Archivi - Training &amp; Rehab</title>
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		<title>Lesione al tendine d’Achille</title>
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		<dc:creator><![CDATA[emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2022 08:21:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[lesione tendine d'achille]]></category>
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		<category><![CDATA[tendinite]]></category>
		<category><![CDATA[tendinopatia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’interessamento del tendine d’Achille nelle lesioni da sovraccarico dell’atleta è estremamente frequente in particolare in quelle persone dove esistono già delle pregresse situazioni di infortunio o di stress muscolare. Attraverso questo articolo, andremo quindi a creare una più ampia consapevolezza sulla lesione al tendine d’Achille: partiremo dalla definizione, per poi valutare diagnosi, tipologia di intervento e recupero. Definizione Il tendine d’Achille, attraverso il muscolo tricipite della sura, si inserisce nel calcagno ed ha una importante funzione antigravitaria in equilibrio con il sistema quatricipitale. Anatomicamente, è una spessa banda di tessuto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>interessamento del tendine d’Achille</strong> nelle lesioni da sovraccarico dell’atleta è estremamente frequente in particolare in quelle persone dove esistono già delle <strong>pregresse situazioni di infortunio o di stress muscolare</strong>.<br />
Attraverso questo articolo, andremo quindi a creare una più ampia consapevolezza sulla lesione al tendine d’Achille: partiremo dalla definizione, per poi valutare <strong>diagnosi, tipologia di intervento e recupero</strong>.</p>
<h3><strong>Definizione</strong></h3>
<p>Il tendine d’Achille, attraverso il muscolo tricipite della sura, si inserisce nel calcagno ed <strong>ha una importante funzione antigravitaria in equilibrio con il sistema quatricipitale</strong>.<br />
Anatomicamente, è una <strong>spessa banda di tessuto connettivo fibroso</strong>, <strong>estremamente flessibile ed elastica</strong>, che riunisce le porzioni terminali dei muscoli del polpaccio, gastrocnemio e soleo, e si estende fino al piede, nella cosiddetta tuberosità calcaneare dove stabilisce un robusto contatto.</p>
<p>Questa complessa struttura è <strong>sottoposta a sollecitazioni</strong> molto importanti sia come durata che come intensità. Per tale motivo, in questa sede <strong>possono crearsi micro lacerazioni</strong>, più o meno gravi, che con adeguato riposo e terapie adatte vengono spontaneamente riparate.</p>
<p>Se il periodo di riposo però non viene rispettato in modo corretto e si continua a sovraccaricare la zona in modo errato, si può andare incontro a <strong>paratendinite</strong> (tendinite acuta dell’atleta) e alla successiva degenerazione del tendine, detta <strong>tendinosi</strong>.</p>
<p>L’incidenza della lesione al tendine d’Achille e conseguenti tendinopatie è nettamente aumentata con la comparsa di terreni sintetici in alcuni sport, con l’uso di calzature particolari e con l’esasperata dinamizzazione di discipline come calcio e calcio a 5, basket, pallavolo, tennis, padel.</p>
<h2><strong>Quadro clinico per la diagnosi di lesione al tendine d&#8217;Achille</strong></h2>
<p>Quali sono i segnali che possono far pensare a lesioni del tendine d’Achille?<br />
Sicuramente ci sono dei <strong>sintomi</strong> che permettono ad un professionista di codificare una lesione del tendine d’Achille quali:</p>
<ul>
<li>dolore dopo l’allenamento</li>
<li>edema</li>
<li>ispessimento del tendine</li>
<li>crepitio alla palpazione (come “neve fresca”)</li>
</ul>
<p>È  necessario comunque un <strong>ulteriore step</strong> che vada a supportare l’esame clinico e che sarà richiesto dallo specialista di riferimento e che coincide con <strong>esami diagnostici</strong></p>
<ul>
<li>valutazioni radiografiche per individuare eventuali calcificazioni e deformità calcaneali</li>
<li>risonanza magnetica completa per vedere il decorso del tendine</li>
<li>ecografia, anche comparativa con l’altro arto</li>
<li>analisi del cammino e della corsa</li>
</ul>
<h2><strong>Tipologia di intervento su lesioni del tendine d’Achille e prospettive di lavoro</strong></h2>
<p>Una problematica di questo tipo può essere affrontata, a seconda della valutazione dell’ortopedico a conclusione di tutti gli esami sopra citati, con due percorsi completamente differenti.</p>
<p>Si può ricorre alla <strong>terapia definita “non cruenta o conservativa”</strong>, che comprende:</p>
<ul>
<li>terapia antinfiammatoria</li>
<li>terapia fisica locale (laser, tecarterapia, onde d’urto)</li>
<li>ortesi per la correzione della distribuzione dei carichi</li>
<li>tacchi o talloniere per detendere le strutture posteriori</li>
<li>esercizio fisico</li>
<li>sospensione completa della corsa fino alla guarigione</li>
</ul>
<p><strong>L’esercizio fisico è senza dubbio uno dei metodi migliori,</strong> svolto sia in acqua che a terra, <strong>per non perdere la capacità propriocettiva</strong> data dallo stop o dalla poca mobilizzazione conseguente ad accertata lesione del tendine d’Achille.<br />
È importante infatti <strong>mantenere il tono muscolare della gamba e della muscolatura intrinseca ed estrinseca</strong> <strong>del piede</strong>, stimolare di continuo la propriocettività e lavorare sulla mobilità della caviglia e sullo stretching.</p>
<p>La t<strong>erapia “cruenta” </strong>riguarda invece l’<strong>intervento chirurgico</strong>, che in base al quadro clinico, prevede:</p>
<ul>
<li>apertura delle guaine</li>
<li>scarificazioni del tendine per aumentare la vascolarizzazione</li>
<li>trapianto muscolare a lembo peduncolato</li>
</ul>
<p>La <strong>ripresa dopo l’intervento</strong> a seconda del trattamento chirurgico utilizzato, dovrà prevedere <strong>in una prima fase un lavoro di terapia manuale</strong> e <strong>un lavoro in acqua</strong> per poi terminare con <strong>lavoro a secco di riatletizzazione completo</strong>.</p>
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<div style="text-align: right"><em>Andrea Cavalletti </em></div>
<div style="text-align: right"><em>Chinesiologo e Preparatore Atletico</em></div>
</div>
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		<title>Tendinite: cause e trattamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2020 07:10:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[gomito del tennista]]></category>
		<category><![CDATA[spalla del nuotatore]]></category>
		<category><![CDATA[tendine d'achille]]></category>
		<category><![CDATA[tendinite]]></category>
		<category><![CDATA[trattamento tendinite]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ripetere costantemente lo stesso movimento, per anni, magari sottoponendo il sistema coinvolto a carichi e sovraccarichi sempre maggiori, può portare al verificarsi di problematiche fisiche, tra le quali la comparsa di una tendinite. Questo accade sia agli sportivi che a chi svolge un lavoro particolarmente ripetitivo, tanto da causare una serie di microtraumi successivi che hanno come ultima conseguenza l&#8217;infiammazione del o dei tendini coinvolti. Che cosa succede quindi se ti è stata diagnosticata una tendinite? Capiamolo, affrontando l&#8217;argomento in tutte le sue sfaccettature. Tendinite, che cos&#8217;è e quando si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ripetere costantemente lo stesso movimento, per anni, magari sottoponendo il sistema coinvolto a carichi e sovraccarichi sempre maggiori, può portare al verificarsi di problematiche fisiche, tra le quali la comparsa di una tendinite.<br />
Questo accade sia agli sportivi che a chi svolge un lavoro particolarmente ripetitivo, tanto da causare una serie di microtraumi successivi che hanno come ultima conseguenza l&#8217;infiammazione del o dei tendini coinvolti.</p>
<p>Che cosa succede quindi se ti è stata diagnosticata una tendinite? Capiamolo, affrontando l&#8217;argomento in tutte le sue sfaccettature.</p>
<h2>Tendinite, che cos&#8217;è e quando si verifica</h2>
<p>Ossa e muscoli lavorano insieme per permetterci ogni tipo di movimento. A tenerli insieme e a farli comunicare sono i tendini, dei tessuti connettivi elastici che svolgono appunto questa funzione di collegamento.<br />
I tendini si innestano sulle strutture ossee &#8211; ecco perché spesso si sente parlare di infiammazione del tendine a livello dell&#8217;inserzione &#8211; e trasferiscono la forza impressa dal muscolo nell&#8217;azione svolta.</p>
<p>Capisci quindi che i tendini sono sollecitati costantemente nell&#8217;arco della giornata e, ancora di più, nel caso di un&#8217;intensa attività fisica o di un lavoro particolarmente ripetitivo.<br />
Può accadere quindi che, con il passare degli anni o in conseguenza di altri avvenimenti che poi vedremo, si sviluppi un&#8217;infiammazione della struttura tendinea: la tendinite appunto.</p>
<p>Spalle &#8211; e qui puoi vedere l&#8217;articolo sulla <a href="https://trainingandrehab.it/2019/07/30/la-spalla-del-nuotatore-come-si-tratta/">spalla del nuotatore</a> -, gomito &#8211; ti segnalo <a href="https://trainingandrehab.it/2019/05/28/gomito-del-tennista-o-epicondilite-omerale-problematica-e-soluzioni/">l&#8217;approfondimento sul gomito del tennista</a> -, mani, polsi, ginocchia e caviglie sono le sedi ove maggiormente può verificarsi una tendinite.<br />
E ci sono anche sport che più di altri possono causare quel sovraccarico funzionale e costante che è tra le cause della comparsa di una tendinite; i corridori, ad esempio, possono facilmente sviluppare dei problemi al tendine d&#8217;Achille. Se questa è la situazione che maggiormente ti interessa, ti invito ad approfondire con un articolo scientifico che puoi leggere per interno<a href="https://journals.lww.com/acsm-msse/pages/articleviewer.aspx?year=1980&amp;issue=24000&amp;article=00002&amp;type=abstract"> a questo link</a> oppure visualizzarlo in pdf.</p>
<p><a href="https://trainingandrehab.it/wp-content/uploads/2020/09/Tendine-dAchille-nei-corridori.pdf">Tendine d&#8217;Achille nei corridori</a></p>
<h3>Cause e manifestazione</h3>
<p>A causare la comparsa di questa infiammazione patologica contribuiscono anche alcuni fattori aggravanti quali:</p>
<ul>
<li>sovrappeso</li>
<li>vizi nella postura</li>
<li>sovraccarico funzionale</li>
<li>sovrallenamento</li>
<li>attrezzatura/equipaggiamento non idonei</li>
<li>errata esecuzione di un gesto tecnico</li>
<li>mancato riscaldamento globale pre-attività fisica</li>
<li>ripresa troppo veloce dopo un infortunio</li>
<li>superfici sconnesse o problematiche (tipo sabbia)</li>
<li>situazioni congenite (piede piatto, ginocchio valgo, etc&#8230;)</li>
<li>malattie sistemiche (diabete, artrite, ipercolesterolemia, etc..)</li>
<li>alcune tipologie di terapie farmacologiche</li>
</ul>
<p>Tra i campanelli d&#8217;allarme che possono suggerire la diagnosi di tendinite c&#8217;è sicuramente il dolore al tatto ed al movimento, il calore al tatto, la perdita di forza e la limitazione del movimento dell&#8217;articolazione coinvolta e, solo in casi estremi, la comparsa di tumefazione.</p>
<h3>Approfondiamo</h3>
<p>Ora, ti ho dato un quadro rapido e coerente di cosa sia la tendinite e a seguito di quali situazioni si verifichi.<br />
Il punto però è che le patologie tendinee sono molte, al di là di quelle più conosciute: forse non lo sai, ma nel corpo umano ci sono 267 tendini!</p>
<p>Ogni volta dunque che, dopo esame diagnostico e consulto da un ortopedico/medico, si ha la certezza di avere a che fare con una tendinite, è necessario andare a fondo per scoprire nello specifico cause, fattori acceleranti, eventuali problematiche associate.</p>
<p>Distinguiamo intanto tra</p>
<ul>
<li>tendinite da sovraffaticamento, la più comune, causata come è facile capire, dalla ripetizione costante di micro-sollecitazioni che finiscono per creare micro-traumi cronici che sfociano nell&#8217;infiammazione;</li>
<li>degenerazione tendinea, quando il tendine è sottoposto a sollecitazioni che vanno oltre il limite massimo di sopportazione, tanto da causare la rottura delle fibrille, con conseguente riparazione del tessuto che diventerà però meno resistente.</li>
</ul>
<h2>Come trattare una tendinite</h2>
<p>E&#8217; ovvio, e vorrei ripeterlo ancora una volta, che ogni caso va trattato a sé, in considerazione di tutta un&#8217;anamnesi che noi, come professionisti, compiamo.<br />
Tuttavia ci sono alcuni passaggi obbligati da compiere per approcciarsi in modo corretto al trattamento della tendinite.</p>
<ul>
<li>Riposo</li>
</ul>
<p>Se abbiamo sovraccaricato il tendine, la prima cosa da fare è prenderci una pausa, dall&#8217;attività sportiva o lavorativa. In questo modo favoriamo la necessaria attenuazione dell&#8217;infiammazione.</p>
<ul>
<li>Ghiaccio</li>
</ul>
<p>La crioterapia è utile ogni volta in cui siamo di fronte ad un&#8217;infiammazione. Il consiglio è quello di applicare il ghiaccio 2/3 volte al giorno, per un tempo complessivo ad applicazione di una ventina di minuti.</p>
<ul>
<li>Terapia</li>
</ul>
<p>E&#8217; qui che entriamo in gioco noi di TandR, con dei protocolli studiati in maniera specifica per ciascun caso e che possono comprendere trattamenti con ultrasuoni a bassa frequenza o tecar terapia &#8211; nel nostro caso della Bac Technology &#8211; per favorire la definitiva scomparsa dell&#8217;infiammazione e mobilizzazioni in grado di accompagnare il tendine a ritrovare la sua corretta funzionalità.</p>
<p>Solitamente è anche necessario accompagnare il tutto con esercizi di rinforzo muscolare e, ove necessario, posturali.</p>
<p>So già che in settimana avrò alcuni pazienti che sto seguendo proprio nella fase di recupero post-tendinite: seguimi sui miei account social per passare dalla teoria alla pratica!</p>
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