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	<title>riabilitazione Archivi - Training &amp; Rehab</title>
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	<description>Massimizza la performance</description>
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	<title>riabilitazione Archivi - Training &amp; Rehab</title>
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		<title>Personalized Blood Flow Restriction, il futuro nella riabilitazione</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2022 08:00:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alla fine di questo articolo saprai cos’è il Blood Flow Restriction e soprattutto avrai elementi provanti a dimostrazione del perché questo protocollo fortemente innovativo venga considerato il futuro della riabilitazione ed anche dell’allenamento della resistenza. Che cos’è il Blood Flow Restriction La tecnica nota come Personalized Blood Flow Restriction (PBFR) è stata introdotta negli Stati Uniti da Johnny Owens nel 2014, come metodologia applicata per il trattamento e la riabilitazione dei veterani di guerra all’interno del Brooke Army Medical Center di San Antonio. Gli ottimi risultati ottenuti non sono passati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine di questo articolo saprai <strong>cos’è il Blood Flow Restriction</strong> e soprattutto avrai elementi provanti a dimostrazione del perché questo protocollo fortemente innovativo venga considerato i<strong>l futuro della riabilitazione ed anche dell’allenamento della resistenza</strong>.</p>
<h2><strong>Che cos’è il Blood Flow Restriction</strong></h2>
<p>La tecnica nota come <strong>Personalized Blood Flow Restriction (PBFR)</strong> è stata introdotta negli Stati Uniti da <strong>Johnny Owens nel 2014</strong>, come metodologia applicata per il <strong>trattamento e la riabilitazione dei veterani di guerra</strong> all’interno del Brooke Army Medical Center di San Antonio.</p>
<p>Gli ottimi risultati ottenuti non sono passati certo inosservati, tanto da <strong>destare l’interesse delle leghe professionistiche di NBA, NFL, MLB</strong> e di tutto il mondo sportivo tra cui <strong>club come Liverpool, Manchester City, Barcellona</strong>, e di <strong>Università e Centri Medici internazionali</strong>.</p>
<p>Il modo migliore per comprendere che cos’è il Blood Flow Restriction è in effetti proprio partire dall’ambito sportivo e dall’allenamento della resistenza.</p>
<p>Per <strong>aumentare la performance</strong> ed ottenere un <strong>miglioramento di forza ed ipertrofia</strong>, si lavora <strong>solitamente con carichi massimali superiori al 65%</strong>, per un <strong>periodo di 12-16 settimane</strong>.</p>
<p>Questa metodologia di allenamento è però <strong>difficilmente applicabile in alcune specifiche situazioni</strong>:</p>
<ul>
<li>atleti che stiano recuperando da un infortunio</li>
<li>individui/atleti in post operatorio</li>
<li>sportivi durante il periodo delle competizioni</li>
<li>anziani che abbiano bisogno di recuperare/rinforzare il tono muscolare</li>
</ul>
<p>Il Personalized Blood Flow Restriction ha il merito di <strong>fornire soluzioni alternative</strong> legate proprio a queste particolari casistiche.</p>
<p>Utilizzando un <strong>sistema brevettato di fasce occlusive</strong>, note con il nome di <strong>tourniquet</strong>, questa tecnica <strong>riduce l’apporto vascolare e blocca  il ritorno venoso nell’arto</strong> permettendo di <strong>ottenere gli stessi risultati in termini di forza ed ipertrofia</strong>, ma con <strong>carichi sensibilmente più bassi</strong> rispetto ad un allenamento ad alta intensità.</p>
<h3><strong>Risultati confermati con Letteratura Scientifica a sostegno</strong></h3>
<p>Quali sono dunque i <strong>benefici, dimostrati scientificamente</strong>, di un percorso di allenamento, riabilitazione o recupero da lesioni, traumi ed infortuni effettuato tramite la tecnica del Blood Flow Restriction?</p>
<ul>
<li>Aumento del 30% della resistenza con il 30% del carico massimale</li>
<li>Aumento dell’ipertrofia con il 30% del carico massimale</li>
<li>Miglioramento della resistenza muscolare in 1/3 del tempo tradizionale</li>
<li>Miglioramento della sintesi proteica muscolare negli anziani</li>
<li>Miglioramento di forza ed ipertrofia post intervento chirurgico</li>
<li>Maggiore attivazione muscolare</li>
<li>Aumento dell’ormone della crescita</li>
</ul>
<h4><strong>Letteratura scientifica a sostegno</strong></h4>
<p>Chiarito il che cos’è il Blood Flow Restriction, dobbiamo dunque comprendere <strong>perché si riescano ad ottenere questi risultati</strong>.</p>
<p>In pratica, grazie all’impiego delle tourniquet, <strong>si crea un ambiente ipossico</strong> all’interno dello specifico gruppo muscolare sul quale si lavora, il che permette ad un esercizio a carichi ridotti di <strong>creare un effetto significativo in termini di forza ed ipertrofia</strong>.</p>
<p>La letteratura scientifica è tutt’ora all’opera per dare sostegno a questi risultati, andando ad <strong>analizzare i dati</strong> e soprattutto ad <strong>ipotizzare (e confermare) i meccanismi fisiologici</strong> che si attivano grazie al PBFR.</p>
<p>Possiamo citare una ricerca sull’<a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33600282/">allenamento con restrizione del flusso sanguigno e atleta ad alte prestazioni</a> nella quale si dimostra come<strong> l&#8217;esercizio BFR alteri i fattori di stress fisiologici acuti</strong>, come la disponibilità locale di ossigeno nei muscoli e lo stress da taglio vascolare, che possono portare ad <strong>adattamenti cardiovascolari</strong> e ad un <strong>aumento del muscolo scheletrico</strong> che non sono facilmente ottenibili con l&#8217;allenamento convenzionale.</p>
<p>O ancora uno studio che dimostra come l&#8217;allenamento BFR a basso carico induca <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31725362/">adattamenti morfologici e meccanici del tendine di Achille</a> simili se non migliori rispetto all&#8217;allenamento di resistenza ad alto carico.<br />
Sono stati <strong>comparati i risultati ottenuti dopo 14 settimane di allenamento della forza con carichi differenti</strong>: 20/35% del massimale, 70/85% del massimale, gruppo di controllo.<br />
Prima e dopo l&#8217;intervento sono state valutate le proprietà meccaniche e del materiale, l&#8217;area della sezione trasversale muscolare (CSA) e la forza isometrica.<br />
I risultati finali dicono che <strong>il cambiamento adattativo nelle proprietà del tendine d&#8217;Achille</strong> in seguito all&#8217;allenamento di resistenza a basso carico con parziale occlusione vascolare, <strong>è del tutto paragonabile a quello ottenuto con allenamento di resistenza ad alto carico</strong> e dimostrano anche che l&#8217;allenamento con restrizione del flusso sanguigno a basso carico (LL-BFR) <strong>induce adattamenti benefici a livello muscolare</strong>.</p>
<h3><strong>Come e quando possiamo applicare il Blood Flow Restriction?</strong></h3>
<p>Abbiamo chiarito che cos’è il Blood Flow Restriction e anche portato degli studi a sostegno delle proprietà attribuite a questa metodologia ma, quando possiamo utilizzarla?</p>
<p><strong>L’ambito di applicazione è piuttosto vario</strong>:</p>
<ul>
<li>riabilitazione post intervento al ginocchio del legamento crociato anteriore o meniscale</li>
<li>pazienti con malattie infiammatorie da deperimento muscolare</li>
<li>riabilitazione post traumi muscoloscheletrici gravi</li>
<li>Pazienti con fattori di rischio per artrosi sintomatica del ginocchio</li>
<li>riabilitazione post applicazione di protesi articolari</li>
<li>riparazione di lesioni al Tendine d’Achille</li>
<li>riabilitazione a seguito di fratture</li>
<li>ri-atletizzazione a seguito di strappi/traumi muscolari</li>
<li>riabilitazione post lesioni nervose</li>
<li>riabilitazione post intervento al ginocchio per riparazioni di cartilagine o tendinopatie</li>
<li>Riabilitazione post intervento chirurgico o trauma alla spalla</li>
</ul>
<p>Lo <strong>staff di Training and Rehab è tra i pochi in Italia</strong> a poter applicare questo protocollo altamente innovativo, in tutta la casistica sopra elencata.<br />
Come sempre, <strong>sarà necessaria una valutazione personalizzata</strong> prima di avviare eventualmente il processo di allenamento/riabilitazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Riabilitazione dopo un trauma: cosa fare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2020 11:14:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il trauma fa parte della vita, quotidiana e sportiva. Potresti pensare che non è un bel modo per iniziare un articolo&#8230;ma è la realtà! Pensa ai primi cinque che ti vengono in mente: rottura del legamento crociato, colpo della strega, lesione del menisco, distorsione di caviglia, colpo di frusta. E magari a te ne saranno venuti in mente altri. Che cosa fare quindi nel momento in cui necessitiamo di seguire un percorso di riabilitazione dopo un trauma? In questo articolo non andrò nello specifico dei vari tipi di trauma – [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il trauma fa parte della vita, quotidiana e sportiva. Potresti pensare che non è un bel modo per iniziare un articolo&#8230;ma è la realtà! Pensa ai primi cinque che ti vengono in mente: rottura del legamento crociato, colpo della strega, lesione del menisco, distorsione di caviglia, colpo di frusta. E magari a te ne saranno venuti in mente altri.</p>
<p><strong>Che cosa fare</strong> quindi <strong>nel momento in cui necessitiamo di seguire un percorso di riabilitazione dopo un trauma?</strong></p>
<p>In questo articolo non andrò nello specifico dei vari tipi di trauma – anche perché ho già dedicato spazio a molti di essi vedi la <a href="https://trainingandrehab.it/2019/04/09/distorsione-del-ginocchio-per-capirne-di-piu/">distorsione del ginocchio</a> e la <a href="https://trainingandrehab.it/2020/08/31/distorsione-alla-caviglia-cosa-fare/">distorsione alla caviglia</a> tanto per fare due esempi – ma sugli <strong>errori da evitare e</strong> sugli <strong>strumenti che possono migliorarla.</strong></p>
<h3><strong>Quali problemi si possono verificare durante una riabilitazione post trauma?</strong></h3>
<p><strong>Ogni trauma importante</strong>, che ci costringe ad un periodo di inattività fisica – parliamo quindi anche di interventi chirurgici – <strong>ha come conseguenza una diminuzione</strong></p>
<ul>
<li>del tono muscolare</li>
<li>del rom articolare</li>
<li>della forza</li>
<li>delle abilità propriocettive</li>
</ul>
<p>Quello che noi, come professionisti, abbiamo bisogno di fare dunque è <strong>capire la situazione del paziente quando arriva da noi e fissare l’obiettivo da raggiungere</strong> nel momento in cui il percorso di riabilitazione dopo un trauma può dirsi concluso.</p>
<p>Nella norma, quali problemi ci troviamo ad affrontare?<br />
Te li ho già elencati velocemente qualche riga sopra, ma scendiamo nel particolare.</p>
<p>Forse <strong>la prima in assoluto ad essere influenzata dal trauma è la postura</strong>, <strong>tanto quanto le situazioni di equilibrio muscolare</strong>: il corpo, macchina perfetta, va a creare degli adattamenti per sopperire alla difficoltà che avverte in una determinata zona nel compiere anche le semplici azioni della vita quotidiana.</p>
<p><strong>Quante volte ti capita di avvertire un dolore alla spalla?</strong> Ecco, in questo caso per esempio a risentirne e <strong>ad aver bisogno di operare degli adattamenti sarà la zona cervicale</strong>, così come quella toracica e, se sei uno sportivo, spesso <strong>anche gli arti inferiori potrebbero essere coinvolti</strong>.</p>
<p>Per non parlare poi della <strong>caviglia</strong>: abbiamo diffusamente parlato di quanto sia importante lavorare sul totale recupero di questa articolazione, sulla quale praticamente poggia tutto il corpo.</p>
<p>Poniamo ora il caso di un<strong> intervento chirurgico</strong>, quello <strong>al legamento crociato anteriore</strong>. <strong>La prima cosa da recuperare è l’estensione del ginocchio, limitata nel post intervento.</strong><br />
Bene, ovviamente<strong> ci sono tutta una serie di test visivi</strong> che possiamo compiere che ci fanno rendere conto del punto in cui siamo e di quello a cui dobbiamo arrivare, confrontando con l’arto non operato.<br />
<strong>Dobbiamo affidarci alle sensazioni del paziente e al nostro occhio espert</strong>o per capire a che punto siamo e valutare in quanto tempo possiamo arrivare, dove.</p>
<p><strong>E la forza?</strong> <strong>È fondamentale riportare tutta la muscolatura della gamba operata</strong> – ma lo stesso varrebbe per la spalla, per la schiena e per qualsiasi altra zona del corpo – <strong>allo stesso livello di quella dell’arto sano</strong>, altrimenti diventa impossibile passare alla fase successiva, quella della propriocezione.<br />
Anche qui, replichiamo quanto detto sopra: <strong>esistono dei test di forza</strong> che possiamo operare senza bisogno di sofisticate apparecchiature, ma non ci danno le stesse risposte! <strong>Non possono essere</strong>, per loro stessa natura, <strong>precise e fornirci elementi di paragone numerici.</strong></p>
<h2><strong>FisioLab KForce di Ability Group, come cambia l’approccio alla riabilitazione post trauma</strong></h2>
<p><strong>In quale modo</strong>, oggi, <strong>noi di TandR possiamo risolvere tutti i problemi che ti ho elencato sopra</strong>, le normali difficoltà che si incontrano nel percorso della riabilitazione post trauma?</p>
<p><strong>Utilizzando FisioLab KForce di Ability Group!</strong><br />
<strong>Cambia completamente l’approccio</strong>: grazie ai sensori che utilizza e all’app che registra il movimento, abbiamo dei <strong>parametri chiari, certi, netti</strong>, sia per quanto riguarda l’arto l’operato o traumatizzato, sia per il controlaterale (quello in salute con cui andiamo a fare il confronto).<br />
<strong>Possiamo</strong> quindi <strong>stabilire una tabella di progressi</strong>, altrettanto matematici per così dire, e questo ci permetterà anche di <strong>far rendere conto molto meglio il paziente del percorso di riabilitazione post trauma</strong> che sta portando avanti e dei passi in avanti di volta in volta compiuti.</p>
<p>Riprendiamo ora alcune delle problematiche citate sopra e vediamo cosa ci permette di fare KForce.</p>
<p>Grazie a questa apparecchiatura possiamo <strong>eseguire test sul ROM articolare e test di forza su entrambi gli arti</strong>, che evidenzieranno chiaramente lo squilibrio tra l’arto che ha subito il trauma e quello in salute. Questo ci offre un <strong>parametro di confronto</strong>, fondamentale in ogni fase del percorso riabilitativo.</p>
<p>Ci sono anche situazioni nelle quali il paziente si presenta da noi lamentando un’infiammazione, un dolore, ma <strong>senza un esame diagnostico o dei test alla mano</strong> che ci dicano effettivamente qual è la zona precisa dalla quale ha origine il problema percepito. <strong>Spesso</strong> infatti <strong>il punto in cui avvertiamo il dolore può non essere quello in cui ha origine il trauma</strong>.<br />
Grazie a KForce possiamo rintracciare la sede del problema, perché <strong>un’infiammazione porta sempre con sé un ristagno di liquidi che</strong>, a sua volta,<strong> impedisce la normale mobilità della zona</strong>. Ancora una volta dunque, <strong>testando il ROM articolare</strong> possiamo avere immediatamente una risposta certa, anche in base al dolore del paziente.</p>
<p>Recuperare il tono muscolare è fondamentale per dare stabilità al ginocchio e potersi spostare nella fase avanzata della riabilitazione dopo un trauma, cioè quella propriocettiva.<br />
<strong>FisioLab KForce di Ability Group ci aiuta a non andare “ad occhio”</strong>, ma a sapere perfettamente quando il tono muscolare e la forza che siamo capaci di sviluppare è la stessa.</p>
<p>E quando si arriva al <strong>lavoro di propriocezione</strong>, fase delicata ed imprescindibile di una riabilitazione dopo un trauma? Beh, anche in questo caso <strong>FisioLab</strong> <strong>KForce aumenta la qualità degli esercizi che possiamo proporre</strong> perché, rilevazioni e dati alla mano, ci permettono di ottimizzare e mirare ogni singolo intervento e proposta riabilitativa.</p>
<p>Ci tengo a chiudere sottolineando un aspetto: <strong>il miglioramento della performance che ci garantisce FisioLabKForce di Ability Group nella riabilitazione dopo un trauma quotidiano non riguarda solamente l’aspetto sportivo, ma il benessere percepito dalla persona nella sua vita di tutti i giorni.</strong></p>
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		<title>FisioLab KFORCE Ability Group, il futuro è già qui</title>
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		<dc:creator><![CDATA[emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2020 08:00:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il FisioLab KForce Ability Group è quanto di meglio oggi possa mettere a disposizione Training and Rehab ad atleti che nel loro sport vogliono migliorare le proprie perfomance. Non è da meno in ambito riabilitativo: grazie a questo dispositivo la qualità riabilitativa cresce a dismisura. Andiamo diretti al punto, perché il peso di questo insieme di dispositivi e tecnologie è talmente importante che merita di essere compreso fin dalla prima riga. Motivazione ed obiettivi: se volessimo semplificare tutta la vita – soprattutto quella sportiva – di un individuo potremmo fermarci a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>FisioLab</strong> <strong>KForce Ability Group</strong> è quanto di meglio oggi possa mettere a disposizione Training and Rehab ad atleti che nel loro sport vogliono <strong>migliorare le proprie perfomance</strong>. Non è da meno in ambito riabilitativo: grazie a questo dispositivo la <strong>qualità riabilitativa cresce a dismisura</strong>.</p>
<p>Andiamo diretti al punto, perché il peso di questo insieme di dispositivi e tecnologie è talmente importante che merita di essere compreso fin dalla prima riga.</p>
<p>Motivazione ed obiettivi: se volessimo semplificare tutta la vita – soprattutto quella sportiva – di un individuo potremmo fermarci a questi due termini. Che poi sono la <a href="https://trainingandrehab.it/2020/01/07/come-raggiungere-gli-obiettivi-sportivi/">punta di un’iceberg</a>, costituito da un mondo sommerso di mille altre spinte, che ogni giorno ci fanno alzare e dare il meglio di noi.</p>
<p>FisioLab KFORCE di Ability Group potremmo considerarlo come il combustibile giusto:<strong> un aggregatore di dati altamente personalizzato che guida al raggiungimento di qualsiasi obiettivo ci si è posti.</strong><br />
Sfruttando, tra l’altro, una serie di misurazioni puntuali ed incontrovertibili.</p>
<p>Ti ho messo abbastanza curiosità? Ora ti spiego tutto.</p>
<h2><strong>FisioLabKFORCE di Ability Grop, che cos’è</strong></h2>
<p>“<strong>Misura i progressi. Costruisci i progressi</strong>.”. Una dichiarazione che a chi lavora come noi nel mondo dello sport regala già il primo immediato sorriso.<br />
Perché spostare ogni giorno l’asticella più avanti è il segreto per migliorare le proprie performance sportive o concludere nel modo migliore e nel tempo minore possibile il proprio percorso di riabilitazione.</p>
<p>Peccato però che in entrambi i casi, l’errore più grande che potremmo commettere sarebbe non porci l’obiettivo corretto</p>
<ul>
<li>se chiediamo troppo, rischiamo di rimanere delusi ed abbatterci</li>
<li>se puntiamo troppo in basso, non ci sentiamo davvero soddisfatti o, peggio ancora, pensiamo di essere molto più “forti” di quanto non siamo in realtà</li>
</ul>
<p>FisioLab KFORCE di Ability Group limita a zero entrambe queste evenienze.</p>
<p>Partendo da un’<strong>analisi puntuale</strong>, <strong>fatta di dati incontrovertibili inviati dal nostro corpo mentre compie un determinato movimento al processore dello strumento che stiamo utilizzando</strong>, ci indica chiaramente il percorso che dobbiamo seguire e monitora passo passo i progressi.</p>
<p>Una tecnologia come questa ci permette una<strong> totale personalizzazione del lavoro da svolgere, settato in maniera specifica sulle risposte della persona</strong> e ci permette di <strong>verificare ad ogni seduta programmata</strong> se tutto procede nel verso stabilito.</p>
<p>Ma quindi, <strong>che cos’è FisioLab KFORCE?</strong> E’ <strong>un’app che registra, monitora ed organizza dati provenienti da 6 differenti dispositivi</strong>:</p>
<ul>
<li>controller muscolare</li>
<li>pedane</li>
<li>dinamometro</li>
<li>sensore di movimento</li>
<li>sensore di pressione</li>
<li>dinamometro a presa</li>
</ul>
<h3><strong>Cosa cambia utilizzando FisioLab KFORCE?</strong></h3>
<p>Se ancora non mi segui sugli account <a href="https://www.facebook.com/EmanuelGiulianTrainingAndRehab">Facebook</a> e Instagram &#8211; training_and_rehab &#8211; , ti invito a farlo: immagino che tu voglia capire nello specifico che cosa fa ognuno degli strumenti che sopra ti ho elencato. Volendo evitare di dilungarmi troppo, ho pensato di fartelo direttamente vedere; <strong>posterò</strong> quindi <strong>dei video con questi meravigliosi congegni in azione e ti spiegherò le loro funzionalità</strong> in questo modo.</p>
<p>Ma la domanda alla quale voglio rispondere ora è:<strong> perché da atleta o da persona che ha bisogno di seguire un percorso di riabilitazione, dovresti affidarti a T and R e al FisioLab KFORCE?</strong> Che cosa cambia tra chi ti segue con o senza questo strumento?</p>
<p>Cambiano molte cose.</p>
<h4><strong>Test del salto</strong></h4>
<p>Da sempre gli atleti professionisti si sottopongono a test e misurazioni che hanno lo scopo di analizzare aspetti fondamentali per il miglioramento delle performance.</p>
<p>Potresti ad esempio leggerti <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27172267/">questo articolo scientifico</a> nel quale si parla di <strong>come si effettuano test su salto verticale</strong>, in versione tradizionale e specifica per lo sport, per valutare la relazione tra la forza delle gambe e le prestazioni di sprint nei giocatori di calcio e basket, adulti e adolescenti.<br />
Vedrai che <strong>il metodo è molto complesso ed il tempo necessario a comparare i dati, altrettanto</strong>. Senza considerare il <strong>costo elevato</strong> per un’operazione di questo tipo: ecco perché ti ho parlato di atleti professionisti.</p>
<p>Oggi grazie FisioLab <strong>KFORCE possiamo svolgere le stesse misurazioni con le pedane e, anzi, avere anche parametri più raffinati in meno tempo</strong>: oltre ai professionisti, tutti gli atleti di ogni ordine e grado potrebbero avere la loro <strong>analisi personale</strong> ed il loro <strong>piano di lavoro specifico</strong>.</p>
<p>Stessa cosa, e soprattutto di <strong>estrema importanza</strong>, vale anche <strong>per quanto riguarda la riabilitazione</strong>.</p>
<h4><strong>Test della forza</strong></h4>
<p><a href="https://www.researchgate.net/publication/336265356_Retest-reliability_and_concurrent_validity_of_the_pressure_air_biofeedback_device_pabR_for_measuring_handgrip_strength_in_young_healthy_adults">Un’altra ricerca</a> ancora ci dice che “La forza dell&#8217;impugnatura ha valore clinico e prognostico e può fornire un&#8217;indicazione della forza complessiva di un individuo. Informa inoltre sullo stato nutrizionale, sulla massa muscolare, sullo stato fisico e sullo stato di salute”.</p>
<p>Con FisioLab KFORCE possiamo monitorare questa dimensione, grazie al dinamometro a presa.</p>
<p>E questi sono solo due esempi.</p>
<p>In pratica, <strong>grazie ad una sola app e a 6 dispositivi collegati si possono eseguire</strong> protocolli ben strutturati, <strong>programmi basati sull’individuo, riabilitativi </strong>&#8211;<strong> post trauma o intervento </strong>&#8211; <strong>e per aumentare la performance sportiva</strong> di ogni atleta.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trainingandrehab.it/kforce-kinvent-il-futuro-e-gia-qui/">FisioLab KFORCE Ability Group, il futuro è già qui</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trainingandrehab.it">Training &amp; Rehab</a>.</p>
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