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	<title>osteopatia Archivi - Training &amp; Rehab</title>
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	<description>Massimizza la performance</description>
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	<title>osteopatia Archivi - Training &amp; Rehab</title>
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		<title>Staff fisioterapico: perché averlo agli eventi fa la differenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2022 07:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[massaggio sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[massoterapia]]></category>
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		<category><![CDATA[staff fisioterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’importanza dello staff fisioterapico è un tema al quale si è generalmente ancora poco attenti. Le squadre professioniste hanno ormai da tempo superato questo scoglio, ma stessa cosa non si può dire per il mondo del dilettantismo, dove ancora c’è una certa reticenza nel comprendere che la consulenza e l’operatività costante di uno staff fisioterapico rappresentano un’esigenza ed un vantaggio. La cultura sportiva è però, fortunatamente, un aspetto sul quale ci si concentra sempre con maggiore attenzione: anche se lentamente, l’approccio sta cambiando. E noi di Training and Rehab ne [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’importanza dello staff fisioterapico è un tema al quale si è generalmente ancora poco attenti.<br />
Le squadre professioniste hanno ormai da tempo superato questo scoglio, ma stessa cosa non si può dire per il mondo del dilettantismo, dove ancora c’è una certa <strong>reticenza nel comprendere che la consulenza e l’operatività costante di uno staff fisioterapico</strong> rappresentano <strong>un’esigenza ed un vantaggio</strong>.</p>
<p>La <strong>cultura sportiva</strong> è però, fortunatamente, un aspetto sul quale ci si concentra sempre con maggiore attenzione: anche se lentamente, l’approccio sta cambiando. E noi di Training and Rehab ne siamo l’esempio: nell’ultimo anno, abbiamo avuto la fortuna – ed il merito – di essere <strong>presenti in eventi importanti come staff fisioterapico di supporto agli atleti</strong>, nel corso di tutta la durata delle manifestazioni.</p>
<h2><strong>Qual è il ruolo dello staff fisioterapico</strong></h2>
<p>Prima di fare una carrellata degli eventi ai quali abbiamo partecipato e dell’attività svolta, vorremo porre l’accento sul <strong>“perché”</strong> ci teniamo così tanto a raccontarti la nostra esperienza.<br />
La condivisione può essere a nostro avviso un modo virtuoso per <strong>far sì che si ampli la consapevolezza</strong> nel mondo delle Società, delle Associazioni e anche delle Federazioni sportive di quanto il ruolo dello staff fisioterapico sia fondamentale.</p>
<p>Gli aspetti che soprattutto vanno valutati sono tre.</p>
<ol>
<li>
<h4>La prevenzione</h4>
</li>
</ol>
<p>L’atleta durante manifestazioni di più giorni che prevedono gare molto ravvicinate, <strong>mette a dura prova tanto il suo fisico quanto la sua tenuta mentale</strong>.<br />
Avere al proprio fianco uno staff fisioterapico, permette di <strong>avere sempre la situazione sotto controllo</strong>, <strong>evitando così quei fastidiosi infortuni</strong> che, appunto, un supporto professionale può prevenire.</p>
<ol start="2">
<li>
<h4>Il recupero</h4>
</li>
</ol>
<p>Durante eventi come quelli ai quali abbiamo partecipato, agli atleti è chiesto di<strong> mantenere alte le performance, a fronte di tempi di recupero spesso esigui</strong>.<br />
Poter lavorare con <strong>pressoterapia, trattamenti manuali, apparecchi elettromedicali</strong> quando ve ne è la necessità, aiuta il corpo a rigenerarsi più in fretta e, di conseguenza, l’atleta a farsi trovare pronto.</p>
<ol start="3">
<li>
<h4>La gestione dell’infortunio</h4>
</li>
</ol>
<p>A volte, anche con l’apporto di uno staff di professionisti, trauma e conseguente infortunio possono verificarsi.<br />
Anche in questo caso però, la <strong>repentina gestione della problematica</strong> può fare la differenza, non solo nel tempo di recupero post infortunio, ma anche nel risultato finale.<br />
<strong>Agire subito e con una linea appropriata</strong> è possibile solo se si ha uno staff fisioterapico al proprio fianco e, in caso di manifestazioni a durata più lunga, magari può esserci per l’atleta anche la possibilità di tornare a gareggiare.</p>
<p>A questi, che sono aspetti pratici, va poi aggiunto un <strong>quarto elemento, di tipo psicologico</strong>: la <strong>sicurezza dell’atleta</strong> nel sapere di essere seguito a vista da professionisti, è un elemento assolutamente non trascurabile.</p>
<h3><strong>La nostra esperienza</strong></h3>
<p>Grazie alla <strong>rete di relazioni</strong> che come Training and Rehab abbiamo saputo, con pazienza, costruire e alla collaborazione con la <strong>Bac Technology</strong>, quest’anno <strong>siamo stati presenti a diversi eventi sportivi</strong>: discipline completamente differenti tra di loro, ma atleti che condividono, in ogni caso, la necessità di essere affiancati da uno staff fisioterapico pronto a sostenerli tramite <strong>trattamenti massoterapici ed osteopatici, pressoterapia, tecar ed ultrasuono terapia</strong>.</p>
<ul>
<li><strong>Beach Volley World Championship Rome 2022</strong></li>
</ul>
<p><strong>Dal 10 al 19 giugno</strong>, come partner della Bac Technology, siamo stati presenti alla <strong>tappa romana del World Tour di Beach Volley</strong>.<br />
Le più forti coppie, maschili e femminili, provenienti da tutto il mondo si sono date battaglia in una kermesse ad alto impatto emotivo e fisico: essere a supporto degli atleti è stato un enorme arricchimento per noi, a livello umano e professionale.</p>

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<ul>
<li><strong>European Acquatics Roma 2022</strong></li>
</ul>
<p><strong>Nuoto, nuoto sincronizzato, fondo, tuffi e tuffi dalle grandi altezze</strong> sono le specialità racchiuse nei <strong>Campionati Europei</strong> tenutisi al <strong>Foro Italico dall’11 al 21 agosto</strong>.<br />
Il nostro staff fisioterapico ha seguito nello specifico gli <strong>specialisti dei tuffi dalle grandi altezze</strong>: una disciplina che mette a dura prova le capacità atletiche e la tenuta mentale degli sportivi. Esserci ci ha permesso di conoscere un mondo davvero molto interessante dove il concetto di “limite” assume connotati molto sfumati.</p>

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<ul>
<li><strong>Fei World Championship Pratoni – Roma 2022</strong></li>
</ul>
<p>L’Impianto Sportivo Equestre di <strong>Rocca di Papa</strong> ha ospitato <strong>dal 15 al 25 settembre</strong> una delle più celebrate manifestazioni multidisciplinari legate al mondo dell’equitazione.<br />
Ai <strong>FEI World Championship di Concorso Completo e Attacchi</strong> hanno partecipato campioni e campionesse di caratura internazionale e noi ci siamo presi cura dei loro muscoli, messi a dura prova da giorni di gare.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-1636 aligncenter" src="https://www.trainingandrehab.it/wp-content/uploads/2023/07/FEI-300x165.jpeg" alt="" width="300" height="165" /></p>
<p>Nel 2022 questi sono stati gli eventi più importanti ai quali lo staff fisioterapico di Training and Rehab ha preso parte: l<strong>’impegno è di migliorare ancora e costantemente il nostro palmares</strong>, anche per contribuire nel nostro piccolo ad aumentare la cultura sportiva su questo particolare aspetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Osteopatia in gravidanza: come, quando e perché</title>
		<link>https://www.trainingandrehab.it/osteopatia-in-gravidanza-quando-e-perche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jan 2022 07:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[osteopata]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche osteopatiche]]></category>
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		<category><![CDATA[trattamenti osteopatici in gravidanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Può essere utile l’osteopatia in gravidanza? Quali problematiche può aiutare a tenere sotto controllo? Ci sono dei rischi? C’è un periodo particolare della gestazione in cui è meglio evitarla? Le mamme in dolce attesa avranno queste e molte altre domande in cerca di spiegazione. Proviamo a dare tutte le informazioni del caso in questo articolo e comunque saremo a tua disposizione se avrai ancora delle domande: contattaci sui nostri account social, sia Instagram che Facebook. Perché rivolgersi all’osteopata Gestazione e parto sono momenti particolari per la donna, sia dal punto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Può essere utile</strong> l’osteopatia in gravidanza? <strong>Quali problematiche</strong> può aiutare a tenere sotto controllo? Ci sono dei <strong>rischi</strong>? C’è un periodo <strong>particolare della gestazione</strong> in cui è meglio evitarla?</p>
<p>Le mamme in dolce attesa avranno queste e molte altre domande in cerca di spiegazione. Proviamo a dare tutte le informazioni del caso in questo articolo e comunque <strong>saremo a tua disposizione se avrai ancora delle domande</strong>: contattaci sui nostri account social, sia Instagram che Facebook.</p>
<h3><strong>Perché rivolgersi all’osteopata</strong></h3>
<p>Gestazione e parto sono momenti particolari per la donna, sia dal <strong>punto di vista fisico</strong> che <strong>psicologico</strong>.<br />
<strong>Il corpo cambia</strong> e subisce delle modifiche alle quali <strong>può non essere facile adattarsi.</strong></p>
<p><strong>L’osteopatia</strong> rappresenta un’ottima soluzione per accompagnare la futura mamma nel meraviglioso ma complesso percorso che la porterà a stringere tra le braccia il suo bambino, perché <strong>si rivolge tanto all’aspetto muscolare/articolare, quanto a quello mentale</strong>, lavorando per ripristinare e mantenere un corretto <strong>equilibrio</strong>.</p>
<p>Per questo motivo, l’<strong>osteopatia in gravidanza e nei mesi immediatamente successivi al parto</strong> è senza dubbio consigliata.<br />
Ma entriamo nello specifico.</p>
<h2><strong>Osteopatia in gravidanza, quando iniziare</strong></h2>
<p>I 9 mesi della gestazione possono essere suddivisi, in base ai cambiamenti fisici che comportano ed alla crescita del feto, in trimestri.<br />
<strong>Durante il primo trimestre</strong>, avvengono delle <strong>modifiche sistemiche</strong>, cioè interne al corpo della donna e <strong>non riguardanti l’apparato muscolo-scheletrico e la postura</strong>.<br />
Per questo motivo, trattamenti osteopatici in gravidanza possono essere <strong>evitati durante il primo trimestre</strong>, anzi sono sconsigliati soprattutto se riferiti alla zona lombare.</p>
<p><strong>Nel secondo e nel terzo trimestre</strong> ci si può invece <strong>rivolgere all’osteopatia in gravidanza</strong>.<br />
L’esperienza e la letteratura scientifica ci dicono infatti che <strong>a partire dalla 26esima settimana circa iniziano a manifestarsi fastidi</strong> quali</p>
<ul>
<li>dolore alla zona lombare</li>
<li>sciatalgia</li>
<li>cervicalgia</li>
<li>mal di schiena</li>
<li>difficoltà di respirazione</li>
<li>dolori e problemi di circolazione agli arti inferiori</li>
<li>problemi digestivi, nausee, bruciori di stomaco</li>
<li>costipazione</li>
</ul>
<p>Tutte queste problematiche, assolutamente normali, possono essere <strong>trattate grazie all’applicazione di tecniche osteopatiche</strong> che consentono un <strong>adattamento non traumatico dell’organismo</strong> rispetto ai <strong>cambiamenti nei tessuti del corpo</strong> ed alle <strong>pressioni addominali</strong>.</p>
<p>Accanto a questi elementi, va considerata anche la <strong>possibile alterazione degli stati emotivi della donna</strong> che può provare sensazioni di ansia, paura, preoccupazione; anche in questo caso l’osteopatia in gravidanza può intervenire in maniera importante.</p>
<h3><strong>Un aiuto, anche durante e dopo il parto</strong></h3>
<p>Il ruolo dell’osteopatia in gravidanza non si esaurisce nel percorso che conduce al parto, ma influenza in maniera positiva anche questo momento così particolare.</p>
<p>Il <strong>lavoro osteopatico</strong> eseguito nei mesi precedenti infatti, avrà avuto come effetto il <strong>mantenimento e/o ripristino della corretta mobilità articolare del bacino</strong> e la <strong>conservazione del giusto allineamento dell&#8217;asse vertebrale</strong>.</p>
<p>L’osteopatia inoltre <strong>agisce sui tessuti superficiali e profondi</strong>, <strong>evitando che si creino delle tensioni osteo-articolari e miofasciali</strong>, le quali potrebbero facilitare l’insorgenza di limitazioni nel movimento <strong>che causerebbero un aumento di dolore al momento del parto</strong> e anche complicazioni ben più gravi.</p>
<p>Anche <strong>nei mesi successivi al parto</strong>, è consigliabile per la mamma continuare a farsi seguire da un osteopata, per <strong>garantire un più rapido e totale recupero</strong>.</p>
<p>In chiusura, una sottolineatura molto importante: non esiste un “manuale d’uso”. <strong>Ogni donna è diversa, ogni gestazione lo è</strong>, e dunque<strong> la tipologia di trattamento, la frequenza ed il numero di sedute vanno studiate in maniera personalizzata</strong> in base alla situazione.</p>
<p style="text-align: right"><em>Giorgia Giannini<br />
</em><em>Osteopata e Massofisioterapista</em></p>
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		<title>Postura corretta e intestino, influenza reciproca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2021 10:29:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia e intestino]]></category>
		<category><![CDATA[postura corretta]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche muscolo scheletriche]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche viscerali]]></category>
		<category><![CDATA[trattamento osteopatico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mantenere una postura corretta ha effetti positivi sul miglioramento del generale stato di benessere percepito. Ma questo legame non è univoco: anche la salute o meno degli organi interni può a sua volta influenzare l’equilibrio posturale. Il motivo in realtà è semplice, perfino intuitivo, se si pensa alla definizione di “postura” in quanto posizione del corpo umano nello spazio e relazione tra i segmenti corporei. Inoltre, la postura è regolamentata dal Sistema Nervoso, il quale processa le informazioni che riceve dai recettori posturali collocati in varie parti del corpo &#8211; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mantenere una postura corretta ha effetti positivi sul <strong>miglioramento del generale stato di benessere percepito</strong>. Ma questo legame non è univoco: anche la salute o meno degli organi interni può a sua volta<strong> influenzare l’equilibrio posturale</strong>.<br />
Il motivo in realtà è semplice, perfino intuitivo, se si pensa alla definizione di “postura” in quanto posizione del corpo umano nello spazio e relazione tra i segmenti corporei.<br />
Inoltre, <strong>la postura è regolamentata dal Sistema Nervoso</strong>, il quale processa le informazioni che riceve dai recettori posturali collocati in varie parti del corpo &#8211; piedi, visceri, occhi, recettori articolari, etc… &#8211; e invia degli ordini al sistema muscolare.</p>
<p>In un sistema così interdipendente, può accadere che una <strong>postura sbagliata</strong> ed un conseguente <strong>dolore dorsale o lombare</strong> siano <strong>causati da un problema viscerale</strong>.</p>
<p>Vediamo come.</p>
<h3><strong>Come funziona l’intestino</strong></h3>
<p>Lo scopo di questo articolo è portarti a scoprire quanto l’<strong>osteopatia riguardi tutto il “sistema corpo”</strong> e quindi quanto ottenere una postura corretta sia il risultato di una concatenazione di eventi.</p>
<p>Non è facile capire per i non addetti ai lavori come una patologia intestinale possa avere effetti sulla postura, ma alla fine della lettura ti sarà tutto chiaro.</p>
<p>Il nostro <strong>apparato digerente</strong> misura in toto circa 11/12 metri. Ha inizio dalla bocca e termina a livello dell’orifizio anale, passando attraverso l’intestino tenue e l’intestino crasso.<br />
È composto da una parte muscolare e presenta dei mezzi di fissità, una sua precisa innervazione e una sua vascolarizzazione.<br />
L’intestino si “aggancia” alla parete posteriore del tronco, tramite la radice del mesentere.</p>
<p><strong>Alcune alterazioni dell’intestino</strong>, come per esempio <strong>un’infiammazione oppure un’irritazione</strong>, possono far si che la forma conica delle pareti muscolari perda il tono normale. Ciò provocherà un aumento del volume, in maniera esagerata e smisurata, o ancora potrebbe causare un eccessivo gonfiore intestinale, con relativa distensione delle pareti stesse.<br />
Tutte <strong>queste alterazioni meccaniche vengono trasmesse</strong>, tramite la radice del mesentere, <strong>al rachide</strong>.</p>
<h2><strong>Intestino e postura corretta: ecco come sono collegate</strong></h2>
<p>Presta ora ancor più attenzione: stiamo per arrivare alla descrizione del modo in cui <strong>benessere dell’intestino e postura corretta si influenzano e viceversa</strong>.</p>
<p>L’innervazione dell’intestino è garantita dal nervo vago – il X nervo cranico -, dalle radici nervose di T8-L2 &#8211; che si trovano nella regione dorso-lombare &#8211; e dal plesso sacrale, S2-S4.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-1533 aligncenter" src="https://www.trainingandrehab.it/wp-content/uploads/2023/07/WhatsApp-Image-2021-11-12-at-11.13.46-169x300.png" alt="Osteopatia organica e viscerale" width="169" height="300" /></p>
<p style="text-align: center"><em>dal libro Osteopatia Organica e Viscerale</em></p>
<p>Se l’intestino presenta dei problemi, come quelli poco sopra accennati, il Sistema Nervoso ne sarà informato tramite impulsi; questa cosa determinerà una risposta tramite riflessi viscero-somatici che si manifestano sulla muscolatura paravertebrale in vari livelli del rachide.</p>
<p>Semplifichiamo facendo degli esempi.</p>
<p><strong>Un intestino con gonfiore</strong>, renderà <strong>difficile la discesa del muscolo diaframma</strong> durante l’inspirazione, cosa che indurrà il diaframma a <strong>lavorare maggiormente</strong>, creando <strong>ripercussioni sia sulla regione dorso-lombare</strong> – creando una trazione diretta sulla colonna vertebrale &#8211; <strong>sia a livello cervicale</strong>, per compensazione respiratoria attraverso la muscolatura accessoria alla respirazione e per connessioni anatomiche e neurologiche.</p>
<p>Ecco quindi che alterazioni dell’intestino per via meccanica o neurologica, andranno ad <strong>influenzare in maniera negativa la postura</strong> di chi ne soffre, originando situazioni di dolore in diverse parti del corpo che andranno ad aggiungersi alle difficoltà digestive e fastidi addominali.</p>
<p>In pratica, oltre ad avere un’infiammazione dell’intestino, si avrà un’alterazione della postura corretta.</p>
<p><strong>Come risolvere la situazione?</strong></p>
<p>L’approccio dovrebbe essere multidisciplinare:</p>
<ul>
<li>attuare diverse <strong>correzioni nello stile di vita</strong>, come ad esempio valutare la propria nutrizione quotidiana, praticare attività fisica, ridurre il livello di stress</li>
<li>rivolgersi all’osteopata in quanto l’<strong>applicazione delle tecniche osteopatiche viscerali</strong> può contribuire a risolvere problematiche dell’intestino e l’applicazione delle <strong>tecniche muscolo-scheletriche</strong> può aiutare a bilanciare gli squilibri muscolari che sono causa di vari dolori e fastidi.</li>
</ul>
<p style="text-align: right"><em>Giorgia Giannini<br />
</em><em>Osteopata e Massofisioterapista</em></p>
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		<title>Come curare l&#8217;asma bronchiale con l&#8217;ostepatia</title>
		<link>https://www.trainingandrehab.it/come-curare-lasma-bronchiale-con-lostepatia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Sep 2021 08:28:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[asma]]></category>
		<category><![CDATA[come curare l'asma]]></category>
		<category><![CDATA[osteopata]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia]]></category>
		<category><![CDATA[trattamento osteopatico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La medicina ha fatto passi da gigante, tanto da proporre approcci innovativi al trattamento di problematiche prima affrontate solo con terapie farmacologiche. Il percorso della ricerca ha permesso di comprendere come curare l’asma con l’osteopatia ed è proprio l’argomento che andremo ad affrontare. Che cos’è l’asma? Per capire come curare l’asma con l’osteopatia è necessario prima preparare il terreno a livello “didattico”, definendo bene i confini della problematica che andremo ad affrontare. L&#8217;asma è una malattia infiammatoria caratterizzata da ostruzione generalmente reversibile delle vie aeree inferiori spesso in seguito a [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La medicina ha fatto passi da gigante, tanto da proporre approcci innovativi al trattamento di problematiche prima affrontate solo con terapie farmacologiche.<br />
Il percorso della ricerca ha permesso di comprendere <strong>come curare l’asma con l’osteopatia</strong> ed è proprio l’argomento che andremo ad affrontare.</p>
<h3><strong>Che cos’è l’asma?</strong></h3>
<p>Per capire come curare l’asma con l’osteopatia è necessario prima preparare il terreno a livello “didattico”, definendo bene i confini della problematica che andremo ad affrontare.</p>
<p>L&#8217;<strong>asma</strong> è una <strong>malattia infiammatoria</strong> caratterizzata da <strong>ostruzione</strong> generalmente reversibile delle <strong>vie aeree inferiori spesso in seguito a sensibilizzazione da parte di allergeni</strong>; in alcuni casi più gravi, l&#8217;ostruzione bronchiale può essere irreversibile.<br />
Nel causare questa malattia, giocano un ruolo importante numerose cellule, in particolare i mastociti, gli eosinofili e i linfociti T.</p>
<p>Nei soggetti predisposti, <strong>i sintomi coincidono con</strong> episodi ricorrenti di</p>
<ul>
<li>respiro sibilante e fischiante</li>
<li>difficoltà respiratoria</li>
<li>senso di costrizione toracica</li>
<li>tosse</li>
</ul>
<p>Tali episodi si presentano generalmente sotto forma di &#8220;crisi&#8221;, lasciando periodi di relativo benessere fra l’una e l&#8217;altra.<br />
In individui suscettibili, questa specifica infiammazione provoca anche episodi ricorrenti di dispnea, senso di soffocamento, costrizione toracica e tosse, soprattutto nelle ore notturne e nelle prime ore del mattino.<br />
I sintomi elencati sono di solito associati con diffusa, ma variabile bronco-restrizione, reversibile dopo terapia con broncodilatatori o spontaneamente.<br />
L&#8217;infiammazione provoca anche un aumento della risposta delle vie aeree a numerosi stimoli più o meno specifici.</p>
<h3><strong>Come classificare l’asma</strong></h3>
<p><strong>Chiunque può soffrire di asma</strong>: è una malattia non contagiosa che colpisce milioni di persone nel mondo, indipendentemente dalla razza, dal livello culturale, dall’età e dal sesso. Se esiste una storia familiare di asma o di allergie, la possibilità di svilupparla si accresce.</p>
<p>Affinchè si possa comprendere come curare l’asma con l’osteopatia, bisogna porre l’accento su due aspetti preliminari:</p>
<ul>
<li>le varie tipologie/classificazioni di asma</li>
<li>il fatto che <strong>l’approccio al trattamento è assolutamente personalizzato</strong> e non può esistere un protocollo universalmente applicabile per tutti</li>
</ul>
<p>Affrontiamo il primo di questi due aspetti.</p>
<p><strong>L’asma bronchiale si può classificare in</strong>:</p>
<ul>
<li>estrinseco o allergico,</li>
<li>intrinseco o non allergico</li>
</ul>
<p>L’<strong>asma bronchiale intrinseco </strong>è una forma d’asma caratteristica dei pazienti non allergici e rappresenta il 10% dei casi di asma; compare solitamente nell’età adulta, spesso in associazione con rinite perenne non allergica. Le crisi asmatiche sono reversibili, mentre l’infiammazione delle vie aeree permane anche al di fuori delle crisi.</p>
<p>La risposta infiammatoria si distingue in una <strong>fase precoce</strong>, che inizia subito dopo l’esposizione all’allergene &#8211; e si caratterizza per la rapida attivazione di cellule che esprimono i recettori sia a bassa che ad alta affinità per le IgE, come i mastociti i macrofagi e le cellule epiteliali &#8211; e in una <strong>fase tardiva</strong>, caratterizzata dal reclutamento di cellule infiammatorie nelle vie aeree.</p>
<p>Una persona allergica può entrare in contatto con gli allergeni in molti modi, da cui solitamente dipende anche la risposta dell&#8217;organismo: se l&#8217;allergene è stato aspirato probabilmente si avranno sintomi di tipo respiratorio, se è stato toccato l&#8217;organismo risponderà con un&#8217;infiammazione della pelle. I sintomi respiratori sono quelli che si manifestano più spesso, almeno il 75% delle manifestazioni allergiche.</p>
<p>Il <strong>National Institute of Health</strong>, ha inoltre eseguito una <strong>classificazione dell’Asma Bronchiale</strong> molto interessante per determinare anche l’approccio di trattamento: se vuoi approfondire, clicca <a href="https://www.uofmhealth.org/health-library/hw161158">qui</a></p>
<h2><strong>Come curare l’asma con trattamenti osteopatici</strong></h2>
<p>In questi ultimi anni si è palesata la necessità di confronto tra l’osteopatia e le altre scienze mediche per comprendere come curare l’asma con trattamenti osteopatici.<br />
La pratica clinica in osteopatia ci mostra quotidianamente l’impossibilità di creare un protocollo universale, applicabile a ciascun paziente. La stessa <strong>modalità diagnostica dell’osteopatia</strong>, essendo una ricerca continua delle diverse cause all’origine di un sintomo, ci induce a considerare <strong>ciascun paziente come un organismo unico</strong>.</p>
<p>Superata la fase di diagnosi, che attiene a medici specializzati nel settore, il trattamento osteopatico andrà a concretizzarsi in <strong>un lavoro di base sistemico </strong>che riguarda un insieme multi-sistema.<br />
Si passa <strong>dal sistema nervoso a quello organico al viscerale, finendo con un riequilibrio fluidico linfatico.</strong></p>
<p>Le tecniche principalmente utilizzate saranno:</p>
<ul>
<li><strong>cranio sacrali</strong> per la componentistica nervosa e strutturale, allo scopo di liberare quelle che sono le limitazioni di movimento delle suture che possono impedire o intrappolare i sistemi neurologici e fisiologici di conduzione del segnale, come ad esempio i gangli di conduzione del trigemino</li>
</ul>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-1506 aligncenter" src="https://www.trainingandrehab.it/wp-content/uploads/2023/07/trigemino-300x211.jpeg" alt="" width="300" height="211" /></p>
<p style="text-align: right"><em>Fonte www.medicinaonline.co</em></p>
<ul>
<li><strong>strutturali</strong> per quanto riguarda la <strong>componentistica muscolo scheletrica</strong> di restrizione del volume respiratorio specifico che impedisce alla persona il massimo volume di espansione del torace, come ad esempio la liberazione della muscolatura del basso collo e delle inserzioni della muscolatura delle prime costole toraciche</li>
</ul>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-1507 aligncenter" src="https://www.trainingandrehab.it/wp-content/uploads/2023/07/plesso-toracico-superiore-300x208.png" alt="" width="300" height="208" /></p>
<p style="text-align: right"><em>Fonte www.iobenessere.it</em></p>
<ul>
<li><strong>viscerali</strong> per permettere alla catena linfatica e viscerale di ricevere e di condurre in maniera ottimale l’apporto dei liquidi sanguigni e linfatici in tutti gli apparati respiratori e non solo.<br />
In un asmatico lo scambio di ossigeno negli alveoli polmonari è compromesso e una buona tecnica applicata sul diaframma toracico, permetterà di supportare meglio il sistema di interscambio tramite l’espansione toracica e le volumetrie respiratorie.</li>
</ul>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-1508 aligncenter" src="https://www.trainingandrehab.it/wp-content/uploads/2023/07/diaframma-254x300.jpeg" alt="" width="254" height="300" /></p>
<p style="text-align: right"><em>Fonte www.medium.com</em></p>
<p>In conclusione dunque per capire come curare l’asma con un approccio osteopatico, l’osteopata dovrà <strong>effettuare dei testi ed analizzare le risposte</strong>, in modo tale da <strong>capire su quali strutture agire</strong> per <strong>migliorare le disfunzioni dell’asse respiratorio</strong> e ripristinare la normale funzionalità del corpo, cercando di diminuire il disagio che tale patologia può arrecare nel soggetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right"><em>Steven Petrelli, Osteopata D.O </em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Equilibrio posturale: perché si “perde”?</title>
		<link>https://www.trainingandrehab.it/equilibrio-posturale-perche-si-perde/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Dec 2020 09:45:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[balance]]></category>
		<category><![CDATA[catene muscolari]]></category>
		<category><![CDATA[catene viscerali]]></category>
		<category><![CDATA[equilibrio posturale]]></category>
		<category><![CDATA[massofisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qual è la funzione di un’equipé come Training and Rehab? Se ti dicessi “aiutarti a risolvere i tuoi problemi fisici/atletici” starei dando solo una parte minimissima della risposta reale. Il nostro compito è accompagnarti in un percorso che contribuisca ad evitare infortuni, massimizzi la tua prestazione fisica ed atletica, ti aiuti ad imparare a comunicare con il tuo corpo e ad ascoltarlo, migliori il tuo generale stato di benessere, ti permetta di raggiungere o, meglio ancora, mantenere il tuo equilibrio posturale. E sì, ovviamente ci siamo anche quando devi trattare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Qual è la funzione di un’equipé come Training and Rehab?</strong> Se ti dicessi “aiutarti a risolvere i tuoi problemi fisici/atletici” starei dando solo una parte minimissima della risposta reale. Il nostro compito è <strong>accompagnarti in un percorso</strong> che contribuisca ad evitare infortuni, massimizzi la tua prestazione fisica ed atletica, ti aiuti ad imparare a comunicare con il tuo corpo e ad ascoltarlo, <strong>migliori il tuo generale stato di benessere</strong>, ti permetta di raggiungere o, meglio ancora, mantenere il tuo equilibrio posturale. E sì, ovviamente ci siamo anche quando devi trattare un trauma, di qualsiasi tipo sia.</p>
<p>Già in <a href="https://trainingandrehab.it/2020/11/25/rieducazione-posturale-che-cose-e-a-cosa-serve/">uno degli ultimi articoli</a> ho voluto riprendere il discorso della <strong>postura e</strong> della <strong>sua enorme importanza</strong>, non solo per l’atleta ma per l’essere umano, nella vita quotidiana.<br />
Oggi approfondiamo l’argomento per c<strong>apire in che modo raggiungere e mantenere il nostro equilibrio posturale</strong>, ma anche perché potremmo averlo perso.</p>
<h2><strong>Postura ed equilibrio posturale, una definizione</strong></h2>
<p>Che cos’è dunque la postura?<br />
Possiamo definirla come <strong>la posizione che il nostro corpo assume rispetto allo spazio nel quale agisce e alle sollecitazioni alle quali, gioco forza, viene sottoposto.</strong><br />
Viviamo infatti non come unità a sé stante, scollegata da ciò che ci circonda: la forza di gravità, l’ambiente nel quale ci troviamo, gli obiettivi del movimento, influenzano il modo in cui il corpo ricerca il suo equilibrio posturale.</p>
<p><strong>Ad intervenire, oltre allo scheletro, è anche il sistema muscolo-legamentoso</strong>: la sua funzione è lavorare in sinergia con l’apparato scheletrico, con le ossa e le articolazioni, per permettere al corpo di raggiungere i suoi obiettivi, in dinamica – quindi muovendosi – o in statica – quindi stando fermi o mantenendo posizioni di isometria – nel modo migliore.</p>
<p>Che cosa ci fa capire questa definizione così articolata? Che <strong>mantenere una postura corretta è piuttosto difficile</strong>, perché ci sono tantissimi fattori che la influenzano e basta meno di ciò che pensi per assumere un atteggiamento scorretto.</p>
<p>Facciamo un altro passo di approfondimento. Proprio come le scelte che ognuno di noi compie ogni giorno, in modo più o meno cosciente, <strong>ci sono dei principi che orientano gli “aggiustamenti”</strong> (per ora li chiameremo così) <strong>che il nostro corpo pone in essere quando perde il suo equilibrio posturale:</strong></p>
<ul>
<li>economia energetica: fare il minor sforzo possibile</li>
<li>massima stabilità: mantenere un equilibrio statico e dinamico</li>
<li>massimo confort: evitare il più possibile di mettere sotto stress il sistema osseo-articolare-muscolare</li>
</ul>
<p><strong>Gli aggiustamenti</strong> conseguenti a questi tre principi <strong>si chiamano compens</strong>i e hanno l’effetto di non farci percepire che in effetti c’è un problema.<br />
Sono una sorta di palliativo, <strong>risolvono momentaneamente la situazione di disequilibrio e ci evitano di provare dolore, </strong>senza però arrivare alla radice e quindi, a lungo andare, <strong>causano una situazione opposta a quella ottimale</strong>:</p>
<ul>
<li>maggior consumo energetico</li>
<li>stabilità compromessa</li>
<li>confort che diventa più che altro un compromesso, in base ad una situazione disfunzionale</li>
</ul>
<p>Nella pratica, succede che assumiamo posizioni assolutamente scorrette &#8211; per esempio caricare più su una gamba che sull’altra, fare forza su un braccio invece che su entrambi, abbassare una spalla rispetto all’altra – che, per assurdo, ci fanno sentire che va tutto bene&#8230;ma così non è!</p>
<h3><strong>Sai che cosa sono le catene?</strong></h3>
<p>In presenza di compensi e dunque di atteggiamenti che alterano una corretta postura, <strong>bisogna lavorare sulle</strong> così dette <strong>“catene” per raggiungere di nuovo l’equilibrio posturale</strong>.<br />
Possiamo definirle come dei <strong>sistemi complessi sia statici che dinamici che attraversano il nostro corpo</strong>.</p>
<p>Nello specifico abbiamo</p>
<ul>
<li><strong>le catene statiche connettive</strong>, cioè la viscerale, neurovascolare e muscolo-scheletrica</li>
<li><strong>le catene dinamiche muscolari</strong>, che comandano la flessione, l’estensione, l’apertura e la chiusura</li>
</ul>
<p>Dobbiamo ringraziare Bousquet per averci fatto comprendere come <strong>un buon equilibrio tra le varie catene muscolari, si traduca in un buon equilibrio posturale</strong>. Questo sempre perché il nostro corpo non è fatto a compartimenti stagni ma tutto è connesso e collegato.</p>
<p><strong>Se le catene</strong>, statiche o muscolari, <strong>lavorano male</strong>, oltre ad un disequilibrio funzionale si verifica anche un altro problema: <strong>il dolore.</strong><br />
Che, quindi, non è la causa del problema ma bensì <strong>una sua conseguenza</strong> ed ecco perché molto spesso il punto in cui sentiamo fastidio non è quello in cui si è originato l’infortunio.<br />
Quante volte ti è capitato di riferire di avere un dolore in un determinato punto del corpo e poi, nel corso del trattamento, scoprire che non era lì che andava trattata, magari, quella contrattura?<br />
Ecco: adesso sai perché! Non siamo dei maghi, ma sappiamo semplicemente molto bene dove andare a cercare la causa primaria del problema, in un’ottica di approccio globale.</p>
<p>Ora potresti chiederti:<strong> che cosa fa sì che le catene inizino a lavorare male?</strong> I motivi possono essere molti. Può influire <strong>il tipo di sport,</strong> per esempio un carico eccessivo su una determinata articolazione o fascia muscolare, <strong>il lavoro</strong> che si svolge, <strong>una cicatrice da intervento chirurgico non trattata correttamente</strong>, <strong>un’alterazione cranio sacrale o un trauma</strong>. Ma anche particolari <strong>situazioni che influiscono sulla nostra psiche, sull’umore</strong> e che possono causarci ansia o stress.</p>
<p>E <strong>che si fa per ritornare ad una situazione di equilibrio posturale?</strong> Ora possiamo chiudere il cerchio e per farlo ti propongo alcuni articoli in cui ho già trattato questo aspetto:</p>
<ul>
<li><a href="https://trainingandrehab.it/2020/11/25/rieducazione-posturale-che-cose-e-a-cosa-serve/">Rieducazione posturale, che cos’è e a che cosa serve</a></li>
<li><a href="https://trainingandrehab.it/2019/04/02/pancafit-quali-benefici/">Pancafit: quali benefici</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trainingandrehab.it/equilibrio-posturale-perche-si-perde/">Equilibrio posturale: perché si “perde”?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trainingandrehab.it">Training &amp; Rehab</a>.</p>
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		<title>Emicrania, l’osteopatia può aiutare?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2019 06:30:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[emicrania]]></category>
		<category><![CDATA[mal di testa]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia]]></category>
		<category><![CDATA[trattamento ostepatico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi è stato vittima anche di un solo attacco di emicrania in vita sua sa quanto il dolore possa diventare momentaneamente invalidante. L’approccio osteopatico può rappresentare un notevole aiuto e a volte, una chiave risolutiva. Vediamo come. Stavolta non inizierò con una domanda, ma con un’affermazione: hai sofferto di mal di testa, cefalea o emicrania. Forse una sola volta, forse molto spesso. Ma al 99% ti è capitato. Sono i dati a dirlo: 3 persone su 4 sono vittime di questo che può iniziare come un fastidio e può arrivare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Chi è stato vittima anche di un solo attacco di emicrania in vita sua sa quanto il dolore possa diventare momentaneamente invalidante. L’approccio osteopatico può rappresentare un notevole aiuto e a volte, una chiave risolutiva. Vediamo come.</h2>
<p>Stavolta non inizierò con una domanda, ma con un’affermazione: <strong>hai sofferto di mal di testa, cefalea o emicrania.<br />
</strong>Forse una sola volta, forse molto spesso. Ma <strong>al 99% ti è capitato</strong>. Sono i dati a dirlo: 3 persone su 4 sono vittime di questo che può iniziare come un fastidio e può arrivare ad impedirti di fare qualsiasi cosa che non sia stare steso a letto, al buio ed in silenzio.</p>
<p><strong>Di tipi di emicrania ce ne sono molti</strong> e altrettante sono le cause cliniche che possono provocarla e sulle quali non mi voglio soffermare perché, se sei un lettore più o meno assiduo dei miei articoli lo avrai capito, spingermi in campi che non sono di mia competenza, è una cosa che evito.<br />
Anche perché di alcune tipologie di dolorosissimi mal di testa, <strong>non si conoscono neanche le cause</strong>.<br />
Vengono definite <strong>primitive o idiopatiche</strong> e tra queste le più diffuse sono</p>
<ul>
<li>La cefalea tensiva</li>
<li>L’emicrania</li>
</ul>
<h3>Cefalee primitive</h3>
<p>La <strong>cefalea tensiva</strong> colpisce soprattutto persone che nella loro vita sono solite mantenere per molto tempo una determinata posizione durante lo svolgimento della loro attività principale, che sia fisica o mentale. Pensiamo ad esempio <strong>agli studenti, a chi lavora al pc, ad operai in catene di montaggio</strong>.<br />
Altra categoria “a rischio” è quella di chi è sottoposto ad un <strong>continuo e pesante stress</strong> o chi ha <strong>problemi di ansia o depressione</strong>.<br />
In presenza di queste condizioni, capita che si verifichino <strong>contratture dei muscoli del collo e delle spalle</strong> che, a lungo andare, sfociano in un mal di testa di un’intensità lieve o moderata, che avvolge il cranio come fosse una fascia stretta, che comprime. Il dolore può durare qualche ora o addirittura dei giorni.</p>
<p><strong>L’emicrania</strong> invece ha una sintomatologia diversa: è un <strong>dolore pulsante</strong>, che si avverte da un lato della testa – non sempre per forza lo stesso – che ha un’intensità medio/elevata e che, in alcuni casi, può associarsi anche a nausea, vomito, giramenti di testa.</p>
<h3>Osteopatia ed emicrania</h3>
<p>Ovviamente non spetta all’osteopata fare una diagnosi. Se ti riconosci nei sintomi che ho appena accennato sopra – senza entrare volutamente nello specifico – il mio primo consiglio è di rivolgerti ad uno specialista che possa verificare effettivamente l’eventuale patologia di cui sei vittima ed indirizzarti ad una terapia farmacologica e completa.</p>
<p>Di certo c’è che in presenza di una diagnosi che confermi l’emicrania, <strong>la strada del trattamento osteopatico ha dimostrato di poter apportare degli ottimi benefici.</strong></p>
<p>L’approccio deve sempre essere <strong>individuale e mirato</strong>, prendere in considerazione non solo la testa ed il collo, come si potrebbe pensare dato che stiamo parlando di mal di testa, ma avere una visione d’insieme del corpo e di eventuali problematiche.</p>
<p>Andando ad eseguire un<strong> trattamento di tipo manipolativo</strong> si può agire su quelle che sono <strong>le cause o le concause che determinano l’emicrania</strong>, <strong>sciogliendo le tensioni, riallineando le vertebre, riequilibrando in maniera globale il fisico.</strong></p>
<p>Di particolare interesse per quanto riguarda il trattamento dell’emicrania è la <strong>terapia cranio sacrale</strong>.<br />
Questa tecnica parte dall’assunto che le ossa del cranio siano capaci di un <strong>piccolissimo movimento di respirazione cranio-sacrale</strong>: un movimento ritmico di espansione e flessione delle ossa del cranio,  che fa fluire il <strong>LCR (liquido cefalo rachidiano)</strong>  e di cui siamo pervasi.<br />
Quando queste ultime <strong>perdono la loro mobilità e si irrigidiscono</strong>, possono andare a creare quelle<strong> situazioni di tensione</strong> che concorrono alla comparsa dell’emicrania.</p>
<p>Ecco perché l’approccio osteopatico cranio-sacrale punta proprio a <strong>ristabilire questa mobilità e anche l’equilibrio fisiologico per una buona salute.</strong></p>
<p>Entrare più nello specifico significherebbe scrivere un trattato: non sarebbe facile per me né utile per te. Come sempre quindi, passeremo in settimana dalla teoria alla pratica: ti aspetto sulla mia <a href="https://www.facebook.com/EmanuelGiulianTrainingAndRehab/">pagina facebook!</a></p>
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