Il trattamento della cicatrice con il vibropercussore NOVAFON
La cicatrice è il risultato naturale del processo di guarigione di un tessuto che ha subito un danno. Che si tratti di un intervento chirurgico, di un trauma, di un’ustione o di una lesione cutanea, il nostro organismo mette in atto una serie di processi che portano alla formazione di nuovo tessuto.
La cicatrice, però, non è semplicemente un segno sulla pelle. Con il passare del tempo può diventare più rigida, poco elastica e aderente ai tessuti sottostanti. In alcuni casi può provocare dolore, prurito, alterazioni della sensibilità o una sensazione di tensione, soprattutto durante il movimento.
È proprio in queste situazioni che la fisioterapia può avere un ruolo importante.
Perché procedere al trattamento della cicatrice?
Una cicatrice che presenta una buona mobilità generalmente non rappresenta un problema funzionale. Al contrario, quando il tessuto cicatriziale perde elasticità e tende ad aderire ai piani sottostanti, può modificare il normale scorrimento dei tessuti. Ed è in questo caso che vale la pena procedere al trattamento della cicatrice.
La cute, il sottocute, la fascia e i tessuti muscolari non lavorano infatti come strutture isolate, ma devono poter scorrere reciprocamente durante il movimento.
Una cicatrice addominale, per esempio, può risultare fastidiosa durante l’estensione del tronco; una cicatrice vicino a un’articolazione può limitare il movimento; una cicatrice conseguente a un intervento ortopedico può diventare sensibile o rigida.
Per questo motivo il trattamento non dovrebbe concentrarsi solamente sull’aspetto estetico della cicatrice, ma soprattutto sulla sua mobilità, elasticità e sensibilità.
Dove può inserirsi il NOVAFON?
Il NOVAFON è un dispositivo che produce una vibrazione locale a bassa frequenza. La vibrazione viene trasmessa attraverso l’applicatore direttamente ai tessuti, generando uno stimolo meccanico e sensoriale.
Nel trattamento delle cicatrici può essere utilizzato come strumento complementare alla terapia manuale.
L’idea non è quella di “rompere” fisicamente la cicatrice o di distruggere il tessuto fibrotico. Piuttosto, la vibrazione può essere utilizzata per stimolare il tessuto, modulare la sensibilità e preparare la zona alla successiva mobilizzazione manuale.
Questo aspetto può essere particolarmente interessante quando la cicatrice è dolorosa o molto sensibile e il paziente non tollera facilmente il contatto o le manovre più profonde.
La vibrazione prima della mobilizzazione
Uno degli utilizzi più interessanti del NOVAFON può essere proprio quello di inserirlo all’inizio del trattamento.
Una stimolazione vibratoria graduale può aiutare il paziente ad abituarsi al contatto sulla cicatrice e può modificare temporaneamente la percezione dello stimolo doloroso.
Successivamente, una volta ottenuta una maggiore tolleranza, il terapista può procedere con la mobilizzazione manuale della cicatrice.
In questo modo il NOVAFON non sostituisce le mani del terapista, ma diventa uno strumento che può facilitare il trattamento manuale.
Cosa possiamo cercare di migliorare?
Il trattamento della cicatrice può essere finalizzato a diversi obiettivi, a seconda delle caratteristiche della cicatrice.
Tra questi troviamo:
- migliorare la mobilità della cicatrice;
- ridurre la sensazione di rigidità e tensione;
- migliorare lo scorrimento tra i diversi piani tissutali;
- diminuire la sensibilità dolorosa;
- lavorare sulle alterazioni della sensibilità;
- ridurre il fastidio e il prurito;
- migliorare la percezione del paziente nei confronti della propria cicatrice.
Naturalmente, ogni cicatrice è diversa e la risposta al trattamento può variare molto da persona a persona.
Il trattamento non deve essere uguale per tutti
Una delle caratteristiche più importanti della gestione delle cicatrici è la personalizzazione.
Prima di utilizzare il NOVAFON è necessario valutare la cicatrice: da quanto tempo è presente, dove si trova, quanto è mobile, quanto è sensibile, se presenta ispessimenti e soprattutto se è completamente guarita.
Una cicatrice recente non può essere trattata allo stesso modo di una cicatrice presente da diversi anni.
Allo stesso modo, una cicatrice morbida e mobile richiederà un approccio completamente diverso rispetto a una cicatrice rigida, ispessita e fortemente aderente.
Il trattamento dovrebbe quindi essere sempre adattato alla risposta del tessuto e alla percezione del paziente.
NOVAFON e terapia manuale: un possibile lavoro combinato
Il vantaggio maggiore può derivare proprio dall’integrazione delle diverse tecniche.
Il trattamento può iniziare con una stimolazione vibratoria delicata, per poi proseguire con la mobilizzazione manuale della cicatrice.
A seconda della situazione, il terapista può lavorare sulla cicatrice attraverso movimenti longitudinali, trasversali, circolari e di sollevamento, cercando progressivamente di recuperare la mobilità del tessuto.
Quando la cicatrice interessa una zona sottoposta a movimento, è inoltre importante associare il trattamento a esercizi attivi e mobilità funzionale.
In questo modo non si lavora solamente sulla cicatrice, ma sulla sua relazione con il movimento del corpo.
Cosa dice la ricerca?
La ricerca scientifica sulla gestione delle cicatrici mostra risultati interessanti per quanto riguarda le tecniche fisiche, in particolare per dolore, prurito, elasticità e mobilità del tessuto.
Gli studi specifici sull’utilizzo del NOVAFON sulle cicatrici sono però ancora limitati. Per questo motivo sarebbe scorretto affermare che il dispositivo abbia la capacità dimostrata di eliminare le aderenze o modificare direttamente la fibrosi.
È più corretto considerarlo uno strumento complementare che può essere inserito all’interno di un percorso riabilitativo più ampio.
Questo non significa che non possa essere utile: significa semplicemente che sono necessari ulteriori studi per capire con maggiore precisione quali cicatrici rispondano meglio al trattamento, quali parametri utilizzare e quale sia il protocollo più efficace.
Nicola Barchiesi
Massofisioterapista ed osteopata
Laureato in scienze motorie
Massofisioterapista ed osteopata
Laureato in scienze motorie
Share:

