Ultrasuoni: in quali casi sono utili?
Il mondo della fisioterapia e massofisioterapia comprende moltissime tecniche e strumenti: oggi voglio dirti qualcosa di più sugli ultrasuoni in modo da aumentare la tua consapevolezza
La formazione e la conoscenza credo siano due tratti da sviluppare costantemente, non solo come professionista, ma proprio come persona: se non sai di cosa ti stanno parlando sei costretto ad affidarti ciecamente.
Ecco perché ho pensato ad un articolo sugli ultrasuoni, perché sono una tecnica utilizzata in fisioterapia e massofisioterapia, ma di cui in pochi tra i pazienti-atleti hanno una buona conoscenza.
Vedremo per prima cosa una differenza importante tra due tipologie di ultrasuoni, poi qual è la loro funzionalità e per quale tipologia di infortuni o patologie possono essere utili.
Questo stesso tema sarà anche il protagonista della settimana sia sul profilo Facebook di Training and Rehab che su quello Instagram.
Ultrasuoni: meglio l’alta o la bassa frequenza?
La prima cosa che devi sapere è che non tutti gli apparecchi ad ultrasuoni utilizzano la medesima frequenza. Che non è, come potresti pensare, un dettaglio da trascurare, perché va ad incidere sulla capacità del macchinario di scendere in profondità e quindi favorire la ripresa dei tessuti danneggiati.
Io utilizzo ultrasuoni a bassa frequenza ed in particolar modo il Sirio della Bac Technology.
Questo strumento genera ultrasuoni a 38 KHz e, a differenza degli apparecchi più diffusi a 1-3 MHz, ha una serie di vantaggi:
- Ha un effetto diatermico, cioè va ad aumentare la temperatura non superficiale della zona trattata
- Ha un effetto cavitazionale, cioè entra in profondità fin sotto lo strato adiposo sottocutaneo sempre aumentandone la temperatura
In pratica quindi avere a disposizione il Sirio mi permette di lavorare sia sulla superficie che in profondità, incrementando l’attività del sistema circolatorio e linfatico, accelerando così la risoluzione di molte patologie.
A livello tecnico, un macchinario per ultrasuoni come questo è costituito da un cuore, cioè il generatore d’onda sinusoidale, e da braccia che lavorano, cioè i trasduttori piezoelettrici dei manipoli di trattamento, che vanno ad agire con movimenti oscillatori sul punto che ha bisogno di essere trattato.
Quali problemi si possono trattare con gli ultrasuoni
Che cosa accade quando trattiamo la parte infortunata con gli ultrasuoni a bassa frequenza?
Te lo spiego per fasi.
In un primo momento si produce un’azione analgesica, cioè senti meno dolore.
Poi i muscoli contratti si vanno a rilassare, per effetto del calore e del micro massaggio tissutale che producono i trasduttori.
Le due fasi successive sono quelle in cui si opera effettivamente per la risoluzione del problema:
- Azione fibrolitica, per cui le fibre collagene dei tessuti fibrosi perdono compattezza
- Azione trofica, cioè riparazione dei danni tissutali e accelerazione della risoluzione dei processi infiammatori, favorita dalla vasodilatazione che contribuisce ad espellere le tossine accumulate, riportando invece alla parte interessata sostanze nutritive ed ossigeno.
Per quali problemi quindi ci può essere utile fare ricorso agli ultrasuoni a bassa frequenza?
Artropatie, calcificazioni, dolori miofasciali, tendinopatie, distrazioni muscolari, distrazioni tendinee, distrazioni legamentose, distrazioni ematose, tossiemia.

