Linfodrenaggio e sistema vascolare linfatico
Il focus di questo articolo è il linfodrenaggio. Per affrontare però correttamente questo argomento, dovremmo prima orientarci nei meandri del sistema linfatico, la cui anatomia è stata approfonditamente studiata e definita solo nel corso del XX secolo; fino ad allora gli studi condotti si limitavano a descrizioni sommarie o ipotesi.
L’importante numero di variabili anatomiche individuali rende ancora oggi difficile descrivere la topografia del sistema vascolare linfatico.
In pratica ogni organo e ogni tessuto del corpo è provvisto di vasi linfatici, tranne midollo spinale ed encefalo.
Cenni di anatomia
Gli elementi fondamentali del sistema vascolare linfatico sono
- i linfonodi
- i vasi linfatici
Il sistema ha origine nell’ambito del tessuto interstiziale dove, grazie ai vasi prelinfatici, il liquido interstiziale si dirige verso i capillari linfatici.
Il liquido che penetra nei capillari linfatici prende il nome di linfa.
La linfa raccolta per mezzo dei capillari attraversa i precollettori linfatici fino a raggiungere i vasi collettori, più profondi e dotati di valvole che impongono alla linfa una sola direzione.
Dai collettori la linfa si dirige verso i linfonodi (che fungono da vero e proprio filtro) per poi formare i tronchi linfatici; questi proseguono quindi nei dotti linfatici.
I dotti linfatici principali sono due
- dotto toracico
che drena gli arti inferiori, l’emitorace sinistro, l’arto superiore sinistro, la metà sinistra del collo e l’emifaccia sinistra e sbocca nel seno venoso sinistro (formato dalla vena sottoclaveare e dalla vena giugulare interna sinistra). - dotto linfatico destro
che drena l’arto superiore destro, l’emitorace destro, la metà destra del collo e l’emifaccia destra e sbocca nel seno venoso destro (formato dalla vena sottoclaveare e dalla vena giugulare interna destra).
Il sistema vascolare linfatico è diviso in una rete superficiale ed una profonda; quella superficiale drena l’80% della linfa, mentre quello profondo drena il restante 20%.
Questa è la ragione per la quale il linfodrenaggio riesce ad essere così efficace.
Il drenaggio linfatico
Affinché sia fisiologicamente corretto ed efficace il drenaggio della linfa deve seguire una particolare direzione. La superficie del corpo è suddivisa in quadranti che dispongono di un centro linfatico verso il quale dirigere la linfa.
Il sistema vascolare linfatico permette il trasporto delle proteine interstiziali garantendo la funzione di difesa immunitaria.
La linfa si forma dal liquido interstiziale che penetra nei capillari linfatici attraverso una particolare struttura della parete degli stessi e si definisce linfangiomotricità il fenomeno di contrazione spontanea del sistema vascolare linfatico, per cui collettori e tronchi linfatici presentano attività miogena (possiedono infatti cellule muscolari lisce) che determina la contrazione dei linfangioni e quindi l’apertura delle stazioni linfatiche.

Il volume di linfa trasportato dipende da due fattori
- frequenza delle contrazioni, di base 2 o 3 al minuto
- ampiezza delle contrazioni, volume di eiezione per ogni contrazione
Il carico linfatico rappresenta invece la quantità di linfa che deve essere trasportata per impedire la formazione di un edema; contiene diverse sostanze tra cui acqua, proteine, lipidi, linfociti, macrofagi, cellule tumorali, detriti, batteri e virus.
Capacità di trasporto linfatico e problematiche connesse
Il massimo volume che i vasi linfatici possono trasportare nell’unità di tempo definisce la capacità di trasporto linfatico.
In condizioni normali la capacità di trasporto supera di molto il carico linfatico: esiste infatti un’abbondante riserva di capacità di carico (chiamata riserva funzionale linfatica) che consente all’organismo di evitare problematiche di ristagno.
Il sistema vascolare linfatico rappresenta l’unica via di ritorno verso il sangue delle proteine interstiziali che vengono filtrate al di fuori dei capillari.
Tale funzione di trasporto è di importanza vitale: il recupero di sostanze di scarto e dannose permette ai macrofagi dei linfonodi e dei collettori di controllarle e di sviluppare i meccanismi di difesa necessari.
Quando invece la riserva funzionale linfatica si esaurisce, cioè quando il carico linfatico supera la capacità di trasporto, si sviluppa un edema.


Linfodrenaggio: effetti e indicazioni
Gli effetti del linfodrenaggio o più correttamente DLM (Drenaggio Linfatico Manuale) sul sistema vascolare linfatico possono essere così riassunti:
- aumento della formazione della linfa
- incremento della portata linfatica
- stimolazione dell’attività dei linfonodi
- riduzione della stasi linfatica
Tali effetti fanno sì che l’applicazione del linfodrenaggio possa avvenire sia in campo medico che estetico.
Nonostante le differenti finalità esistono, molti punti di contatto tra i due settori d’impiego del drenaggio linfatico manuale.
Il linfodrenaggio si dimostra particolarmente utile in caso di problemi:
- cutanei, acne, dermatite periorale, eritema facciale persistente
- del tessuto adiposo, cellulite
- chirurgici, pre e post chirurgia ricostruttiva ed estetica (prevenzione e trattamento delle cicatrici);
- altri trattamenti quali anti età, gambe gonfie e stanche, etc…
In campo medico esistono molte altre indicazioni per l’utilizzo del linfodrenaggio o DLM come i casi di flebolinfedema, linfedemi primari e secondari, lipedemi, ematomi, edemi postraumatici e postchirurgici.
Controindicazioni del linfodrenaggio
Il linfodrenaggio, come altri tipi di massaggio, non è indicato nei seguenti casi:
- Affezioni della pelle
- Disturbi del basso ventre
- Patologie venose acute
- Infezioni acute
- Insufficienza cardiaca scompensata
- Ipertiroidismo
- Ipotensione

