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La preparazione tattica, definizione ed applicazione

Abbiamo già parlato dell’aspetto fisico e atletico. Ora affrontiamo l’importanza della preparazione tattica nello sport.

La strategia è sempre fondamentale. Sun Tzu nel suo L’Arte della Guerra dichiara che “I guerrieri vittoriosi prima vincono e poi vanno in guerra, mentre i guerrieri sconfitti prima vanno in guerra e poi cercano di vincere”. Questo vale anche nello sport: ecco perché devi lavorare sulla preparazione tattica.

Una definizione 

Ognuno di noi che abbia vissuto un’esperienza sportiva – presente o passata – sa che una parte dell’allenamento nelle discipline così dette situazionali deve essere dedicato alla preparazione tattica.

Per sport situazionali si intende quelli in cui ci sono delle variabili non totalmente calcolabili precedentemente, che devono essere affrontate e risolte grazie ad un insieme di conoscenze pregresse che ne permettano la risoluzione.
Un atleta preparato dal punto di vista della preparazione tattica sarà dunque in grado di attingere al background di competenze e conoscenze studiate in allenamento e già apprese ed applicate, adattandosi nel modo migliore alla situazione.

Volendo dare una definizione di preparazione tattica potremmo dunque parlare delle capacità i dei giocatori e della squadra nella sua interezza di leggere l’avversario e adottare le contromisure necessarie a renderlo inoffensivo o comunque controllabile. È ovvio altresì che questa capacità di risposta ed adattamento non può prescindere da una buona tecnica di base: tecnica e tattica sono sempre strettamente legate, come la fisiologia e l’emotività corporea, entrambi parte della psicologia dello sport.
La tecnica è spesso al servizio della tattica, nel senso che l’esecuzione di un gesto fine a sé stesso non ha rilevanza nel contesto sportivo; diventa un elemento importante quando è legato ad un obiettivo, di natura tattica appunto.

Quando abbiamo a che fare con degli sport di squadra, solitamente si intende anche differenziare tra la tattica individuale – che è quella che attiene ai movimenti ed alle soluzioni che un giocatore può applicare, anche in relazione alle sue effettive capacità – e la tattica di squadra – che prevede invece una combinazione di soluzioni e movimenti che coinvolgono tutti gli elementi in campo.

La preparazione tattica nella pratica

Non dimentichiamoci mai da dove siamo partiti e dove vogliamo arrivare: raggiungere l’obiettivo sportivo.

Tutti gli elementi di cui fino ad ora abbiamo parlato nei vari articoli sono delle fasi necessarie ma non sufficienti al nostro scopo.
Nel percorso che ti sto mostrando, ogni step non è alternativo all’altro, ma va affiancato. Dunque, la preparazione tattica sarebbe inutile se avessimo atleti non focalizzati, mai allenati sia dal punto di vista fisico che atletico, non in grado di ascoltare il proprio corpo e ricorrere a massaggi o automassaggi decontratturanti e così via anche per quella parte dell’iceberg che dobbiamo ancora svelare.

Nello specifico affinché l’allenatore possa occuparsi della preparazione tattica ed i giocatori essere in grado di apprendere e mettere in pratica i dettami, è fondamentale che ci sia:

  • un buon focus
  • una buona preparazione atletica,
  • una buona preparazione fisica,
  • un livello di tecnica quantomeno accettabile.

Applicare i precetti della preparazione tattica alla gara significa aver appreso nel corso degli allenamenti una serie di situazioni azione/reazione, tale per cui quasi ogni momento del confronto è stato studiato.

Di norma la preparazione tattica si occupa di due fasi salienti: l’attacco e la difesa. Entrambe sviluppate sia dal punto di vista del “che cosa posso fare io/la mia squadra” e “come posso reagire ai movimenti del giocatore/squadra avversaria”.
Il compito dell’atleta non è solo di memorizzare meccanicamente gesti tecnici e soluzioni tattiche, ma di comprendere quando è il momento giusto di applicare: conditio sine qua non è quindi possedere la giusta elasticità mentale che permetta di capire come e quando ricorrere alle varie strategie.

Allenatore e giocatori/atleti devono parlare la stessa lingua: ogni incomprensione può creare una falla della quale vittima sarà tutta la squadra, lo stesso atleta e la prestazione finale.