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Routine, che cos’è e come cambia il tuo allenamento

C’era una volta il riscaldamento. E adesso non c’è più? Ovviamente sì, ma è evoluto. Capiamo insieme che cos’è la routine e perché dovresti comprenderne i benefici.

Qualsiasi sia l’attività fisica che ti appresti a compiere, è importante che muscoli, tendini e articolazioni siano caldi e pronti ai carichi di lavoro ai quali li sottoporrai. A questo serve la fase di riscaldamento e nello specifico la routine.

Nel corso degli anni, molto è cambiato nella valutazione della preparazione e gestione fisica dell’atleta, a prescindere dallo specifico tipo di sport. Sono sempre i professionisti a sperimentare per primi le novità, perché hanno al loro fianco  uno staff preparato proprio a ricercare, analizzare ed applicare nuove tecniche e metodologie.

Ma non devi necessariamente essere un professionista per prepararti in modo attento, efficace ed efficiente al workout o all’allenamento che stai per svolgere: moltissimi degli atleti che seguo sperimentano ormai da tempo la routine, con esercizi specifici in base alla disciplina sportiva che praticano. Dal tiro con l’arco al beach volley, passando per la corsa ed il calcio, possiamo creare una routine adatta a riscaldare muscoli, articolazioni e tendini che andremo a sollecitare.
La routine ha la stessa importanza prima di un qualunque esercizio in palestra, con uno scopo ben preciso. Non dimentichiamoci la preparazione tissutale, ne parleremo in futuro.

Andiamo per gradi.

Le tipologie di riscaldamento

Tutti noi pratichiamo o abbiamo praticato sport. E dagli albori della nostra “carriera” siamo passati attraverso molte forme diverse di riscaldamento.
Possiamo distinguerne nello specifico sei differenti tipologie:

  • Attivo
  • Passivo
  • Statico
  • Dinamico
  • Generale
  • Specifico

Tra gli ultimi due è chiara anche intuitivamente la differenza: nel Generale si procede ad un riscaldamento di tutto il corpo, per attivarlo e prepararlo al fatto che sta per svolgere un qualche tipo di attività fisica; nello Specifico andiamo invece a riprodurre dei gesti che poi marcheremo nel corso dell’allenamento, per sollecitare con maggiore importanza proprio quei comparti muscolari ed articolari che più saranno coinvolti.

Meno intuitiva la differenza tra attivo e passivo. Per riscaldamento passivo, intendiamo massaggi, mobilizzazioni, stimolazioni che hanno il compito di riscaldare la muscolatura. Quello attivo invece prevede un coinvolgimento dell’atleta, un suo movimento propedeutico all’attivazione.

Infine quello che più ci interessa: riscaldamento statico e dinamico. Ti anticipo che la routine è dinamica…e quindi se non sei proprio a digiuno dell’argomento puoi già anticipare mentalmente alcune cose che sto per dirti.

Se si sceglie un riscaldamento statico, allora si eseguiranno alcuni esercizi di stretching, a volte preceduti da una mini fase aerobica.
Il riscaldamento dinamico invece, per il quale utilizziamo il termine routine, prevede l’esecuzione in serie di alcuni esercizi diversi che hanno obiettivi e finalità differenti, ma che concorrono tutti ad una attivazione specifica di muscoli, tendini ed articolazioni.

Perché preferire la routine

In base a quello che hai letto, se ti chiedessi su due piedi se è meglio farsi una corsa prima di cominciare un allenamento di qualsiasi tipo, oppure prima lavorare sulla mobilità articolare, la propriocezione ed altri esercizi che possono comporre la routine, cosa risponderesti?

Esatto: la seconda!

Ed ora cerco di spiegarti perché anche se in realtà è molto semplice.

Prima di compiere dei gesti che comunque creano un sovraccarico in muscoli ed articolazioni, è necessario fare in modo che i recettori coinvolti siano bene attivi. In questo modo preveniamo possibili infortuni e miglioriamo la prestazione, perché, quando iniziamo con il vero e proprio allenamento, il nostro organismo è effettivamente pronto.
Stiamo evitando dei traumi che potrebbero inficiare non solo la nostra prestazione, ma anche la fase di recupero che ne consegue.

Un altro aspetto da non sottovalutare è che grazie alla routine ciò che riscaldiamo, non è solamente la mente, ma anche il cervello che inizia a prendere dimestichezza con movimenti che di lì a poco gli saranno utili nello svolgimento della gara o dell’allenamento.

Concludo anticipandoti che sport differenti, che impattano principalmente su determinati comparti muscolo-tendinei-articolari e che implicano la ripetizione di gesti tecnici differenti, avranno bisogno di una routine differente, costituita da esercizi specifici.

Inizieremo quindi un nuovo capitolo attraverso i video che ti condividerò da qui in avanti sui miei account social: routine, quali e perché!