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Sovraccarico funzionale, cos’è e come evitarlo

Quando svolgi costantemente gli stessi gesti, che sia nella pratica sportiva o nel lavoro, sei a rischio sovraccarico funzionale. Puoi fare qualcosa però per limitare i danni.

Lo sport fa bene. È una delle frasi più pronunciate, da sempre. Ed in realtà è vero, ma non possiamo negare che ripetere per anni gli stessi gesti e movimenti qualche problema al nostro fisico può crearlo. Uno tra questi è il sovraccarico funzionale.
Ne hai mai sentito parlare?

Prima di approfondire il concetto, sappi che il sovraccarico funzionale non è dovuto solo ad una reiterata attività sportiva, ma può essere conseguenza anche di particolari tipologie di lavoro.

Che cos’è il sovraccarico funzionale

Che tu pratichi uno sport individuale o di squadra, sai quanto la ripetizione di movimenti e gesti sia fondamentale per appropriarsi di una particolare tecnica.
Oltre ad aiutarci ad assimilare alcuni aspetti particolari dello sport di cui siamo appassionati però, la continua ripetizione ha come conseguenza negativa proprio il sovraccarico funzionale, perché va a sollecitare in maniera costante ed a volte pesante lo stesso comparto fisico.

Il sovraccarico funzionale colpisce soprattutto:

  • Le Cartilagini, creando nello specifico condropatie
  • Le Ossa, causando fratture da stress o da fatica
  • I Tendini, innescando tendiniti, tendinosi, infiammazioni, tendinopatie

Gli allenamenti hanno sicuramente lo scopo di abituare il nostro fisico alla fatica e a rendere semplici ed immediati alcuni gesti; facendolo però lo sottoponiamo ad uno stress biomeccanico che, quando diventa acuto, crea dei microtraumi e sfocia nel sovraccarico funzionale.

Ginocchio, cuffia dei rotatori, gomiti e polsi sono le articolazioni maggiormente colpite, seguite da tendine di Achille, pubalgia e metatarsalgia.

Come prevenirlo ed affrontarlo

Il sovraccarico funzionale è dunque un nemico degli sportivi, ma anche di chi svolge un lavoro ripetitivo, peggio ancora se fisicamente impegnativo.

In ambito sportivo, la prima cosa da fare è lavorare ad una preparazione atletica studiata sulle caratteristiche fisiche ed atletiche del soggetto, per evitare di proporre allenamenti troppo pesanti o di considerare un tempo di adattamento all’esercizio minore di quello che in realtà sarebbe corretto nel caso specifico.

I tempi di recupero sono fondamentali per evitare di stressare le articolazioni così come i tendini ed i carichi di lavoro devono essere commisurati alle risposte dell’organismo dell’atleta.

Fondamentale è anche dotarsi di un’attrezzatura corretta: dalle calzature, all’abbigliamento, fino alla scelta di ogni tipo di materiale utilizzato per svolgere gli esercizi.

Alimentazione e risposo sono altri due elementi da non trascurare mai: al nostro corpo serve la “giusta benzina” per lavorare bene e, allo stesso tempo, dobbiamo dargli modo di rigenerarsi completamente.

E se, nonostante tutte queste attenzioni, finiamo comunque per incappare nel sovraccarico funzionale? Niente paura…per quello c’è Training and Rehab!

Come sai evito di dare indicazioni troppo generiche perché un professionista sa quanto sia importante avere di fronte il caso specifico per poter studiare un corretto protocollo di trattamento e ripresa.

In linea di massima comunque la prima cosa è diminuire o fermare l’attività fino a quando non diminuiscono infiammazione e dolore. Per ottenere questo risultato possiamo ricorrere a dei metodi più naturali come l’applicazione del ghiaccio e anche ad una terapia farmacologica data dal medico che ci aiuti a velocizzare la ripresa.

Una volta ridotti infiammazione e dolore, possiamo iniziare con la terapia riabilitativa. E qui davvero non posso dire molto: ogni caso è a sé.

In settimana ti mostrerò comunque alcuni dei principali trattamenti che si eseguono. Dove? Sugli account social!