Respirazione, quello che non sai
Alla respirazione sto dedicando molta attenzione, specie in questo periodo. Uno degli ultimi articoli è stato quello sulla respirazione consapevole, ma c’è ancora molto da dire.
Per questo, voglio lasciarti oggi alle parole del Dr. Massimo Bonazzelli, fondatore del Metodo Threeequilibrium ®.
Respirare è il gesto fondamentale che discrimina i vivi dai morti. Non è possibile affermare che una persona sia viva quando questa non respira.
L’aggettivo “frenico” usato in medicina, che vuol dire “del diaframma”, deriva da “phren” termine che i greci antichi usavano per riferirsi a: “origine della vita, del pensiero, di tutte le cose”, o secondo altri autori, “sede della mente”.
Risulta chiaro quindi il legame scoperto fin dall’antichità tra pensiero e respirazione.
Respirazione, pensiero, vita
Nel diciassettesimo secolo Cartesio poneva un requisito superiore per affermare la propria esistenza tramite la famosa locuzione “Cogito Ergo Sum”, tradotta letteralmente “Penso, dunque esisto”.
Esiste davvero un legame tra respirazione, pensiero e vita o sono solo credenze del passato?
Ragioniamoci con alcuni esempi pratici.
Immaginiamo di essere il regista di un film thriller e di dover comunicare allo spettatore lo stato della vittima che si trova in un vicolo buio, sapendo che l’assassino di turno sta arrivando: come potremmo organizzare la scena?
Sicuramente potremmo sospendere la colonna sonora e mettere in risalto il respiro veloce, poco profondo e a volte spezzato della preda impaurita, che sente i passi sempre più vicini del suo carnefice.
Un audio di questo tipo non lascerebbe spazio a sbagliate interpretazioni neanche se lo spettatore fosse bendato: “terrore” è la risposta ovvia.
Cosa succederebbe se sovrapponessimo la medesima traccia audio a un video di un maratoneta che dopo ore di sforzo corre in modo scomposto con la bocca aperta?
La compatibilità sarebbe pressoché del 100%.
Sembra strano perché risulta ovvio che il respiro del maratoneta dipenda dalle proprie esigenze metaboliche e non dalla presenza di un serial killer in agguato, ma in quel momento, l’atleta sta vivendo esattamente le stesse emozioni e formulando gli stessi pensieri di sconfitta e autocommiserazione.
- Per la vittima nel thriller: “Sono spacciato, aiuto! Perché non sono rimasto a casa invece di venire in questo bosco?”.
- Per il maratoneta: “Come farò? Aiuto! Adesso mi ritiro! chi me lo fa fare di continuare in queste condizioni? Dovevo stare a casa!”
Nel primo caso è il terrore a guidare la respirazione, nel secondo invece è la respirazione disfunzionale a produrre un senso di terrore e sopraffazione.
Un ultimo sforzo e sarà ancora tutto più chiaro.
Immaginiamo la medesima maratona in cui un kenyano al trentacinquesimo chilometro, fa sembrare la sua corsa elegante come se non richiedesse il minimo sforzo. Come ci si aspetta che sia la sua respirazione se la si potesse sentire da vicino?
Regolare, magari veloce per far fronte al metabolismo, ma profonda e con ritmo costante.
In accompagnamento le immagini mostrerebbero una faccia sudata, ma con una espressione di sicurezza e di controllo della situazione.
Il controllo della respirazione
Questi sono alcuni esempi che tutti possono comprendere per chiarire come gli antichi greci (da cui nacque la maratona) avessero capito quanto respirazione e pensiero siano indissolubilmente e reciprocamente collegati.
I greci tuttavia, non furono neanche il primo popolo ad aver definito la coppia respiro/pensiero, infatti anche molte antiche pratiche orientali dello yoga sono volte a liberare la mente attraverso il controllo della propria respirazione.
Apparentemente solo noi occidentali del ventunesimo secolo sembriamo esserci completamente dimenticati di tutto questo potenziale che può fare veramente la differenza in termini di qualità della vita e di performance sportiva.
Come si fa a migliorare la propria respirazione per evitare di cadere nello stato del maratoneta in difficoltà che si trova ad affrontare la “pain cave” (grotta del dolore) anche quando non stiamo facendo sport, ma semplicemente affrontando un problema della vita quotidiana?
Il metodo Threequilibrium® nasce per massimizzare la performance psicofisica, mettendo al centro la salute della persona, per questo motivo la respirazione è parte integrante del programma di base assieme a valutazione di postura e disfunzioni motorie.
Di seguito troverai i parametri che definiscono un respiro sano in condizioni di riposo e ti aiuteranno a valutare in autonomia la tua respirazione secondo il libro di riferimento “The Oxygen Advantage”.
- Non udibile: non sbuffare, non soffiare, non prendere aria dalla bocca quando parli velocemente, non respirare in modo affannato se non ti insegue nessuno e ricorda che russare non è un problema solo per chi dorme con te.
- Non visibile: non alzare le spalle, non gonfiarti come un rospo, non aprire la bocca. Quando sei a riposo ti servono soltanto 6 litri di aria al minuto.
- Nasale: il naso è fatto per filtrare, disinfettare, umidificare e scaldare l’aria in modo che arrivi pura e con i giusti parametri fisici perché avvengano gli scambi di gas negli alveoli polmonari. Se l’aria entra dalla bocca invece è impura e non ti garantisce efficaci scambi gassosi, per questo ti sentirai mancare il fiato ulteriormente.
- Diaframmatica: se coinvolgi muscoli accessori che normalmente si attivano in caso di emergenza, la tua postura prima o poi te lo farà pagare con dolori cervicali, alla spalla e in alcuni casi perfino col tunnel carpale. Come se non bastasse, utilizzare la muscolatura di emergenza, accenderà lo stato di allarme nel tuo cervello e questo influirà il tuo modo di percepire gli ostacoli e il dolore.
- Regolare: con regolare si intende anche il non fare brusche pause come quando ti stupisci di qualcosa, ovviamente a meno che non ci sia effettivamente un motivo di stupore.
- Con pausa fisiologica: dopo aver espirato è fisiologico attendere qualche istante prima di inspirare nuovamente. Questo deve avvenire spontaneamente e senza sforzo. Se così non è, probabilmente hai difficoltà a rispettare anche gli altri standard descritti sopra.
Dopo un’attenta autovalutazione:
1. Se hai tutte le caratteristiche di un respiro sano, congratulazioni! Sei una macchina aerobica eccellente e hai tanto potenziale su cui lavorare per primeggiare nel tuo sport. Sei un candidato idoneo per richiedere un piano di esercizi avanzati di simulazione di altitudine che possono incrementare ulteriormente la tua performance psicofisica. Richiedi ora a info@threequilibrium.com.
2. Se non riesci a rispettare un parametro soltanto di quelli in elenco, prova a prestarci attenzione, probabilmente con un po’ di impegno, riuscirai a perfezionarti e a migliorare sensibilmente la qualità della tua vita. Qualora trovassi delle difficoltà, puoi comunque prenotare una consulenza personalizzata compilando il form di contatti sul sito.
3. Se non possiedi due o più parametri, ti consiglio di non perdere tempo e di prendere in mano la situazione. Probabilmente soffri anche di problemi fisici dovuti alla cattiva respirazione che ti portano a mantenere una postura scorretta sul posto di lavoro e durante lo sport.
Sarà un percorso impegnativo e richiederà tanto impegno da parte tua, ma di sicuro ne varrà la pena. Non credere a me, guarda tu stesso le testimonianze di chi ha avuto il coraggio e la forza di provare
Dr. Massimo Bonazzelli
Fondatore del metodo Threequilibrium

