Distorsione Tibio-Tarsica: che cos’è e come affrontarla
Uno degli infortuni più frequenti, ma anche tra quelli che possono dare più problemi nella gestione del recupero: alcuni piccoli segreti sul trattamento della distorsione tibio-tarsica.
Perché tra tutte le tipologie di infortuni che potremmo affrontare ho scelto proprio la distorsione tibio-tarsica?
Facile: perché è tra quelli che più facilmente possono riscontrarsi in tutta una serie di sport.
Nel beach volley, che conosco molto bene, ma anche basket, pallavolo, tennis, calcio, futsal, pallamano ed alcune discipline dell’atletica leggera.
Studi svolti sul tema hanno addirittura dimostrato che circa il 20% di tutti i traumi distorsivi sono a carico della caviglia ed in alcuni sport come il basket e la pallavolo superano il 30%.
Distorsione tibio tarsica, che cos’è
La distorsione di caviglia è l’evento traumatico acuto più frequente in ambito sportivo. Infatti, a causa della conformazione anatomica della tibio – tarsica, qualsiasi sollecitazione dinamica supportata da movimenti e forze operanti sui piani frontali o assiali, può determinare, una volta superati i meccanismi protettivi capsulo – legamentosi, la comparsa di un danno articolare o del sistema di contenzione.
In parole più semplici, praticamente tutti gli sport sollecitano questa articolazione e la distorsione tibio tarsica è frequente perché sottoponiamo la caviglia ad un super lavoro: salti e quindi atterraggi, cambi di direzione, frenate e ripartenze, superfici non omogenee che quindi richiedono un adattamento continuo.
Ovvio che, lavorando sempre in fase di prevenzione su propriocettiva e mobilità articolare ci andiamo a proteggere un po’, tuttavia non possiamo mai ridurre a zero il rischio di incorrere in una distorsione tibio-tarsica.
L’articolazione della caviglia, snodo dinamico tra l’arto inferiore, con le sue potenti masse muscolari, e il piede, è un punto che durante lo sport sollecitiamo tantissimo.
Quando poi il piede è a contatto con il suolo, come accade nella maggior parte delle circostanze, si aggiunge il peso del corpo.
- Se la stazione eretta è normale e su un terreno piano, il peso si applica assialmente e l’equilibrio è garantito. La caviglia è più sollecitata medialmente, dove però è presente un robusto apparato legamentoso.
- Se invece il corpo subisce delle oscillazioni dovute ai movimenti, alla corsa e al terreno irregolare, il peso corporeo si trasforma in un momento di forza e la situazione diviene precaria dal punto di vista biomeccanico. Il piede e la caviglia, infatti, non sono concepiti per contrastare sollecitazioni significative in supinazione, poiché non è questa la posizione in cui normalmente lavorano.
Quando la caviglia è forzata in questo senso, ne deriva spesso un danno ai legamenti laterali.
Le distorsioni di gran lunga più frequenti sono infatti quelle in supinazione, che derivano da una brusca presa di contatto del piede con il suolo, mentre la caviglia è flessa plantarmente e supinata. Peraltro, questa è la sua posizione naturale durante la fase di oscillazione del passo, in cui il piede è sollevato da terra.
Classificazione delle lesioni
Ma tutte le distorsioni di caviglia sono uguali? Ovviamente no! Possiamo fare una classificazione delle distorsioni tibio-tarsiche in:
- Lesione di I grado: rottura totale o parziale del legamento peroneo astragalico anteriore (PAA)
- Lesione di II grado: rottura del legamento peroneo astragalico anteriore e del peroneo calcaneare (PAA + PC)
- Lesione di III grado: rottura del legamento peroneo astragalico anteriore, del peroneo calcaneare e del legamento peroneo astragalico posteriore (PAA + PC + PAP).
Un’altra classificazione proposta ed altrettanto interessante è quella che considera l’elemento temporale e suddivide le lesioni in:
- Lesioni acute: primo evento distorsivo
- Lesioni acute su precedenti: episodi distorsivi sei – dieci mesi successivi al primo trauma
- Lesioni inveterate: frequenti episodi distorsivi (lassità croniche)
Il protocollo riabilitativo per una distorsione tibio tarsica
Partiamo dal mio solito presupposto: prima di proporre un qualsiasi tipo di protocollo riabilitativo è fondamentale non solo una precisa valutazione dell’infortunio e una diagnosi esaustiva, che comprende pronto soccorso se nel momento della distorsione si è sentito un brutto “crack”, ma anche un test sull’atleta da parte dell’ortopedico per comprendere quale sia il percorso migliore da fare. Una volta ridotto il gonfiore della caviglia, si può anche procedere con un ecografia da parte del medico ecografista per vedere ancor meglio la situazione e scegliere ancor meglio il percorso ottimale.
È ovvio quindi che ogni caso ha alcune sue proprie modalità di recupero. Tuttavia possiamo pensare ad alcune mosse che generalmente si fanno sempre per riportare l’atleta al suo massimo livello di performance.
In particolare voglio concentrarmi sulla prima settimana di recupero, quella in cui il dolore del paziente può essere molto elevato e dunque si deve lavorare tenendone conto. Dopo aver escluso micro fratture tramite Rx o visita ortopedica, si può procedere abbinando ghiaccio e Tecar terapia della Bac Technology.

Questa combinazione di trattamenti nel lavorare sulla distorsione tibio-tarsica fa in modo che si riesca ad assorbire e drenare molto più velocemente l’edema creato dalla distorsione, la qual cosa facilita gli esercizi massoterapici e chinesiterapici per il recupero della ROM (Range of Motion) e l’eventuale rieducazione funzionale.
Kinesio taping, perché è utile nel trattamento della distorsione tibio-tarsica
Il Kinesio tape è un bendaggio adesivo elastico con effetto terapeutico bio – meccanico.
Applicandolo, si facilita la guarigione naturale del corpo, attraverso l’attivazione dei sistemi circolatori e neurologici.
Ai muscoli non viene attribuito solamente il compito di muovere il corpo, ma anche il controllo della circolazione dei fluidi venosi e linfatici, temperatura corporea, ecc.
La tecnica ha quattro principali effetti fisiologici:
- Corregge la funzione muscolare ed è efficace nel ripristinare la giusta tensione muscolare: facilita la normalizzazione della funzione muscolare nell’ambito funzionale / posturale
- Aumenta la circolazione del sangue / linfa provocando un innalzamento del primo derma della pelle sulla pelle favorendo il drenaggio linfatico.
- Riduce il dolore. L’attenuazione neurologica del dolore avviene per riduzione della pressione e dell’irritazione sui recettori cutanei, grazie ad un riequilibrio della attività linfatica.
- Assiste nella correzione di allineamento dell’articolazione. La dislocazione di un’articolazione, dovuta alla tensione muscolare anormale, può essere corretta tramite il recupero della funzione e conseguentemente del corretto utilizzo della fascia.
In questa settimana se vorrai seguirmi sulla pagina facebook di Training and Rehab, vedremo insieme alcune fasi di recupero della distorsione tibio-tarsica ed anche l’applicazione di kinesio taping che è stata molto utile per favorire il recupero.

