Competizione, rendila positiva
Termini come “cattiveria agonistica”, “agonismo”, “competizione” possono avere un’accezione positiva o negativa a seconda di come le si applica nella pratica sportiva.
Per ottenere ciò che per noi è importante occorre lottare. Questo accade in tutti gli ambiti della vita ed anche lo sport non fa differenza. Senza una sana competizione, non sarà mai possibile raggiungere l’obiettivo sportivo che ci è prefissi: che sia la voglia di superare te stesso o l’avversario, la capacità e la spinta a competere è assolutamente necessaria.
È vero anche però che lo sport ci insegna alcuni valori fondamentali, che si affiancano alla competizione e che la rendono, appunto positiva. Primo tra tutti il rispetto, poi la cooperazione, la lealtà, l’impegno, l’abnegazione.
Se vuoi ottenere l’obiettivo sportivo che hai fissato chiaro nella tua mente, non puoi prescindere dalla capacità di competere, ma allo stesso tempo devi saper non trascendere i limiti.
Il significato della competizione
Che cos’è quindi la competizione?
Partiamo dall’etimologia: il termine deriva dal latino “cum” e “petere” che significa “chiedere, andare insieme, convergere verso un medesimo punto”.
In questa parola dunque è insita l’idea della reciprocità, assieme a quella di meta ed obiettivo, fine al quale aspirare.
Nella competizione viene contemplata l’idea che ci sia un altro insieme al quale si va da qualche parte. Ed in effetti se ci pensi è vero perché per arrivare a stringere tra le mani quel risultato per quale ti stai impegnando, stai lottando, ti stai allenando, stai percorrendo tutto il cammino che ti porta a far emergere l’iceberg, hai sempre qualcuno a fianco a te.
Potrebbe essere il tuo avversario, quello che stai sfidando, ma anche i tuoi compagni di squadra, così come lo spettro del fallimento, che negli sport individuali va esorcizzato con ancora più forza, perché si è soli nella lotta.
Considerando anche questo aspetto quindi, potremmo dire che competere significa anche mettersi alla prova, dimostrare e dimostrarsi di essere migliori di coloro che puntano al nostro stesso obiettivo o anche semplicemente della paura che possono frenarci e dei limiti che ci siamo inconsciamente imposti.
Ma, che cosa significa “essere migliore”? Solamente vincere?
Sport e valori positivi
Vincere è lo scopo ultimo di qualsiasi competizione sportiva? Impossibile non rispondere in maniera affermativa a questa domanda.
Ma nel concetto di vittoria ci sono moltissimi aspetti da considerare. Vincere non significa solamente arrivare primo, così come competere non vuol dire fare di tutto per vincere.
I due termini sono però strettamente legati, perché se si compete è per vincere.
In fase di introduzione però ho già lanciato alcuni concetti che ci aiutano a definire quando la competizione è qualcosa di positivo.
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Il rispetto
Per le regole dello sport che stiamo praticando, per gli avversari che condividono con noi il campo di gioco qualunque esso sia, per noi stessi come atleti, per i nostri compagni di squadra che condividono con noi la stessa meta finale.
Se andiamo contro uno solo di questi punti imprescindibili, allora la competizione non è più qualcosa di positivo: mai cercare scorciatoie, mai farsi prendere da un egoismo sconfinato, mai fare del male volontario ad un avversario per trarne beneficio.
In questo modo la vittoria si sporca e lo sport perde il suo senso più profondo.
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La lealtà
Strettamente legato al concetto di rispetto, anche quello di lealtà. È grazie all’esistenza dell’avversario ed alla sua bravura se riusciamo, come atleti, a migliorarci costantemente. E se non siamo leali nei suoi confronti, non potremmo mai sfruttare fino in fondo la grande possibilità di crescita che la sfida ci dà, volta dopo volta.
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La cooperazione
Facile comprendere il concetto di “fare insieme” quando parliamo di una squadra, vero? In realtà anche in questo caso non è proprio così scontato. Non sempre riusciamo a comprendere quanto l’insieme sia più potente delle singole parti: il nostro ruolo, la nostra prestazione, viene esaltata anche grazie all’impegno di ognuno dei nostri compagni e perfino di un loro errore. Nello sport individuale, c’è comunque cooperazione, con chi si allena con noi, con lo staff tecnico, con i preparatori atletici ed i fisio o massofisioterapisti che ci accompagnano.
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L’impegno
Vincere è la massima espressione di un cammino giornaliero, nel quale l’abnegazione nei confronti del nostro obiettivo sportivo deve essere massima. Allenamento, concentrazione, focalizzazione, riposo. Tutto quanto ha un peso e dobbiamo essere al massimo lucidi sia prima che durante la gara per arrivare alla meta.

