Capacità coordinative: siamo davvero capaci di muoverci?
C’è chi pensa che le capacità coordinative siano una sorta di istinto innato…ma non è proprio così.
Pensa a tutti quegli esercizi che facevi a scuola da bambino o nei primi pomeriggi di sport: percorsi delimitati da birilli, palle di diverso materiale da lanciare in aria o ai compagni, corse laterali, incrociate e in ordine sparso intervallate da passaggi con la palla o ritmate da battiti di mani.
Sono solo alcune delle attività che tutti ricordiamo di aver compiuto e che erano fonte di intrattenimento e divertimento. In realtà, sono molto di più: un’importante risorsa per lo sviluppo motorio.
Insieme ad altri fattori, determinano infatti la formazione di un bagaglio motorio vario, che dovrebbe continuare ad arricchirsi durante la crescita.
Sai che cosa sono le capacità motorie?
Come spesso accade, bisogna entrare nel cuore della definizione di un termine per comprenderne l’importanza.
Per “capacità motorie” si intende l’insieme delle attitudini di ogni individuo, le quali, tramite movimento ed esercizi mirati, raggiungono uno sviluppo massimo e completo permettendo l’acquisizione di attività motorie.
La letteratura scientifica le suddivide in:
- capacità condizionali come velocità, resistenza e forza
- capacità coordinative, che possono essere generali e speciali
- mobilità articolare
Lo scopo di questo articolo è concentrarsi sulle capacità coordinative, che giocano un ruolo fondamentale nell’assimilazione e nello svolgimento di attività legate tanto alla vita quotidiana quanto alla pratica sportiva.
Le capacità coordinative ci permettono di apprendere, controllare e adattare un movimento durante la sua esecuzione, per raggiungere un determinato scopo.
Il loro maggiore sviluppo avviene tra i 6 e gli 11 anni.
Il controllo di queste capacità si ottiene grazie a strutture centrali che si occupano della programmazione e progettazione del movimento e a strutture efferenti che determinano la situazione di partenza del movimento, il controllo e l’esecuzione del gesto.
Capacità coordinative generali
Le capacità coordinative generali sono alla base della coordinazione e, grazie a loro, si sviluppano le capacità coordinative speciali.
Si dividono in tre categorie:
- capacità di apprendimento motorio, attraverso le quali si acquisiscono nuovi gesti motori tenendo conto del tempo o del numero di ripetizioni necessarie per far proprio il movimento;
- capacità di controllo motorio, ossia controllo dell’esecuzione del movimento per il raggiungimento di un obiettivo. È una capacità fondamentale in tutte le situazioni che richiedono estrema precisione;
- capacità di adattamento e trasformazione dei movimenti, nel corso dell’esecuzione del movimento per il raggiungimento di un obiettivo a seguito di un cambiamento improvviso.
Le capacità coordinative speciali
Le capacità coordinative speciali, rappresentano uno step successivo a quelle generali.
Permettono infatti di affinare e migliorare la precisione dei movimenti.
Nel tempo, queste capacità sono state classificate in modo diverso da più autori; qui si fa riferimento alla classificazione promossa da Blume.
Accoppiamento e combinazione
Coordinazione dei movimenti parziali del corpo, delle successioni di singoli movimenti e fasi del movimento. Inoltre, consente la sincronizzazione di più azioni motorie e il collegamento di movimenti parziali o globali in modo alternato o successione.
Differenziazione
Esecuzione di movimenti in modo preciso.
Equilibrio
Tenuta del corpo in equilibrio e conservazione o ripristino dell’equilibrio durante o dopo spostamenti.
Orientamento
Capacità di determinare e variare posizione o movimenti in relazione allo spazio e al tempo.
Ritmo
Capacità di cogliere un ritmo esterno e di riprodurlo nel movimento (ritmo oggettivo) e realizzare movimenti seguendo un ritmo interiorizzato (ritmo soggettivo).
Reazione
Programmazione e rapida esecuzione di azioni motorie adeguate e brevi, in risposta a un segnale per reagire prontamente a uno stimolo esterno o interno.
Trasformazione
Adattamento dell’azione durante l’esecuzione, a seconda della situazione percepita o prevista o cambiamento dell’azione stessa.
Chiudiamo il cerchio: perché dunque quei giochi che facevamo da bambini sono così utili?
Perché apprendere in modo corretto l’esecuzione dei movimenti fin da piccoli e poi continuare ad apprenderne di nuovi e a migliorare quelli già acquisiti in età adulta, è fondamentale per riuscire a muoversi in tutti i contesti della vita quotidiana e poter accedere alle varie attività sportive.
È importante avere una buona base, per riuscire a sviluppare e affinare attività motorie più complesse.
Rivolgersi ad un professionista che osservi e valuti con esattezza il livello di partenza di ogni individuo in quanto a capacità coordinative è fondamentale per poter concordare un programma volto al raggiungimento dell’obiettivo finale, soprattutto in ottica di performance sportiva, ma anche di educazione o rieducazione al movimento.
Giampaolo Mariotti
Laureato in Scienze Motorie
Specializzato in Rieducazione Funzionale e Posturologia

